Scusi, Giannini, chi arriva prima sulla panchina della Roma, lei o Moriero? Il "principe" sorride, tira fuori l'anima romanesca: "Forse Checco, perchè è più vicino, lui sta a frosinone, una mezz'oretta. Io sto a Gallpioli, ci vogliono 6 ore..." Poi si fa serio, messo di fronte ad un obiettivo e dice: "Ce l'abbiamo in tanti quel sogno, non solo noi due. Per poterlo raggiungere è importante che Moriero faccia sognare il Frosinone e che io vinca la sfida con il Gallipoli." Un duello che ritrona, il principe e lo sciuscià, insieme per tre anni nella Roma di Mazzone. "Checco arrivava da Cagliari, era un giovane emergente, un ragazzetto che parlava poco. Noi più grandi lo aiutammo a sbloccarsi e lui si calò subito nella nuova dimensione, sembrava uno di noi, un romano autentico con battute, scherzi, fantasia. Venne fuori tutta la sua personalità. Quella personalità che sa trasmettere alle proprie squadre. Lui magari ha la fissa del 4-2-3-1, un modulo che è il suo pezzo forte, anche se talvolta quest'anno è passato al 4-3-3. Io credo di essere un pò più duttile, partendo da un 3-5-2 di base che varia nel corso della gara. M di Checco è straordinaria la capacità di trasmettere al gruppo un'identità, quella mentalità che lo porta ad occupare gli spazi, le ripartenze veloci. Vedi giocare le sue squadre e rivedi lui da calciatore: irresistibile, fantasioso e veloce." Debuttanti in B, tutti e due, dopo un duello nella Prima Divisione conclusasi con una promozione diretta per Giannini ed una ai playoff per Moriero. "Ci eravamo lasciati con una grande amicizia, non ci eravamo più incontrati prima di ritrovarci da allenatori. E' vero, il bilancio è a mio favore e mi piacerebbe continuare nelle vittorie contro di lui. Con il Frosinone sta facendo cose egregie, è la vera rivelazione di questo campionato."
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Commenti 1 - 1 di 1
...bei tempi...
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