Proprio quando sembrava sprofondata per l’ennesima volta nel buco nero del suo tabù europeo, l’Inter di Mou è stata capace di fare un doppio salto mortale. Con Milito e Sneijder ha cancellato il velenoso 1-0 di Sheva, trattando la Dinamo come fosse il Siena o il Livorno, e la Champions la Serie A. Era ora. L’importante è che per i nerazzurri questo trionfo sia un punto di partenza, l’inizio di un’altra storia e non un traguardo. La lezione della Fiorentina resta sempre valida. Un anno fa i viola erano rimasti fuori dalla porta delle qualificazioni. Prandelli ha cominciato a lavorare da quel limite, per spostarlo molto più avanti. I risultati si sono visti dal Liverpool in poi: e, ancora ieri, con gli ungheresi del Debrecen. Nuova goleada (5-2) nonostante il parziale 1-1 e una porta avversaria apparentemente stregata. Dopo tre vittorie consecutive (e grazie anche al pari del Lione con i Reds) i viola sono a un passo dalla qualificazione.
dal disastro al trionfo — Meno scontata la magnifica impresa dell’Inter nel gelo di Kiev. Nello spazio di tre minuti i nerazzurri sono riusciti a trasformare il disastro in un trionfo, schiodandosi dall’ultimo posto per prendersi il comando del girone F. Stanno davanti al Rubin Kazan e al Barça, le ultime due squadre che l’Inter deve affrontare. A Kiev, la banda Mou è partita decentemente, senza farsi schiacciare. Ha cercato anche la porta, un paio di volte con Eto’o e Sneijder, senza trovarla. Nella Dinamo, invece, Sheva stava covando la vendetta contro il tecnico portoghese che l’aveva emarginato nel Chelsea. Al primo tiro verso Julio Cesar è uscito un capolavoro: palombella che ha scavalcato il brasiliano. Per tutto il primo tempo sono tornati a galla i fantasmi dei flop di questo ultimo anno europeo: otto partite senza vittorie (5 pari e tre kappaò). Stessi ingredienti. Stessa ansia da prestazione e più o meno la stessa impotenza. l'urlo di mou — ]Poi, dopo il té caldo e un paio di cambi (Balotelli per Chivu, Motta per Cambiasso), si è cominciata a vedere un’altra Inter. Rabbia, orgoglio e caos organizzato sono riusciti ad abbattere la Dinamo e tutte le maledizioni che circondavano la porta di Bogush: una caterva di palle-gol stratosferiche buttate da Eto’o e Balotelli e il palo di Samuel non hanno frenato la rimonta. Alla fine, l’uno-due di Milito e Sneijder scatena l’urlo di Mourinho e giustifica la presenza del portoghese sulla panchina nerazzurra. tabù — Ma il bello deve ancora venire. Il quartetto italiano può centrare l’en plein. A fine novembre, l’Inter se la va a giocare al Camp Nou contro Ibra, che quattro giorni dopo dovrà fare i conti col Real nella Liga. Per Eto’o e Mourinho è l’occasione di una super rivincita. Rotto il tabù, tutto diventa possibile.
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Commenti 1 - 5 di 5
@ redazione : Al primo tiro verso Julio Cesar è uscito un capolavoro..... io nn direi, mi sembra piu fortuna che altra cosa, nn avrebbe mai segnato diretamente a Julio Cesar.....solo con il culo tipico dei cugini.... e poi é stato proprio bello pensare a tt i rosikoni che gia imaginavano essere finalmenti acontentati nel vedere l ínter perdere e poi ingolire il TRIONFO del´Inter in Champion!
chi ha buona memoria ricordo che giocare con la canna del gas in bocca per l'Inter è stata sempre la sua prerogativa vedi sti 46 anni passati, ma ci conviene tifarla perchè sennò il rating UEFA ci declassa è noi andremo in Champion's con solo tre squadre io invece ho trovato la soluzione la sera al posto di vedere e tifare l'Inter vado a scopa.re, così se leggerò ciò che penso avrò goduto due volte.
eeeeee vaiiiiiiiiii.........chissà, sarebbe bello esserci al camp nou!!!
ke copia incolla penoso da rifare.....
speriamo che si rompa solo il TABU'
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