Eurosport - gio, 06 dic 13:56:00 2007
Nel recupero della 12a giornata del massimo campionato italiano, l'Inter supera in agilità l'ostacolo Lazio. A San Siro, infatti, finisce 3-0 per i nerazzurri grazie alle reti di Ibrahimovic (rig.), Maicon e Suazo
L'11 novembre scorso la notizia della morte di Gabriele Sandri e la decisione di rinviare la partita tra Inter e Lazio. Venticinque giorni dopo una delle giornate più nere del calcio italiano, nerazzurri e biancocelesti scendono in campo ed è solo il calcio, finalmente il caso di dirlo, al centro dell'attenzione.
Lo sottolinea subito Zlatan Ibrahimovic, che con quelle scarpette blu prova a ipnotizzare danzando palla al piede. I numeri dello svedese non sembrano scomporre una Lazio operaia che, maniche alzate e sudore sulla fronte, cerca la porta con il macedone Pandev. Una sorta di Balcani-pride che scuote il bosniaco, autore di una punizione che rosola i guanti di Ballotta. Un empasse che si sblocca dopo venti minuti quando Damato giudica da rigore, discutibile, generoso, chiamatelo come volete, l'abbraccio di Stendardo su Burdisso. Ibrahimovic non sbaglia e a braccia larghe chiama l'abbraccio dei compagni e l'applauso del pubblico. Gol, ottavo in campionato, che arriva a due mesi di distanza dall'ultimo. Pelè, che non è Quello ma non per questo da buttare, prova la stoccata alla mezz'ora, Ballotta respinge corto, Suazo segna ma è in fuorigioco. Gioia rimandata di poco. Per la precisione un minuto e mezzo. L'Inter batte un corner, Maicon punta la porta e non può che stupirsi per la libertà concessagli: piattone destro e 2-0 che di fatto accompagna le squadre negli spogliatoi.
La ripresa si apre con Suazo che trova lo spazio per calciare ma non la porta. L'honduregno non fallisce pochi minuti più tardi quando alza i flaps, vola verso la porta e, a tu per tu con Ballotta, trova l'angolo giusto. Terzo gol stagionale per Suazo. L'Inter potrebbe gettare sul tavolo il poker poco dopo quando, su un preciso lancio di Zanetti, Jimenez si esibisce in un controllo-sombrero-tiro che però non ha fortuna. La Lazio ha un moto d'orgoglio nella parte finale di gara. Prima è Meghni, destro secco, a mettere Julio Cesar alla frusta, poi ci prova Rocchi, che cerca il secondo palo di prima intenzione ma trova la grandissima risposta di un Julio Cesar che di questi tempi pare imbattibile. Il possibile gol del 4-0 di Samuel non convalidato, erroneamente, da Damato è l'ultima emozione forte di una partita che ribadisce, semmai ce ne fosse bisogno, qual è la squadra da battere.
Andrea Consonni / Eurosport