Eurosport - gio, 06 dic 23:53:00 2007
I recuperi hanno confermato che per lo Scudetto si tratta di una lotta a due. Roma e Inter sono al momento la massima espressione del nostro calcio
La testa china, un occhio al traguardo, l"altro alla ruota di chi sta a fianco. Il corpo inarcato imprime sui pedali la spinta massima, muscoli tanto tesi da far male, una rabbiosa esplosione di forza in vista di un traguardo che sembra non arrivare mai.
Così sono Inter e Roma, al momento, massima espressione del nostro calcio. Non ce ne vogliano le altre. Ci perdoni la Juventus, splendido puledro di razza. Ci perdoni la Fiorentina, accecante esempio di bellezza fanciullesca. Ci perdoni il Milan, che viaggia in Oriente con tutto il suo carico di solennità.
Illuminano un campionato che vuole uscire da tempi bui, che Dio le benedica, ma allo stato attuale nulla regge al confronto con la potenza, con l'astuzia, con l'autorità che fanno da aura a Inter e Roma. Il recupero della dodicesima giornata le ha viste solitarie protagoniste. Divise solo dallo scontro diretto. Una volata partita da tempo. Entusiasmante. Alle loro spalle il vuoto.
Noi, spettatori sognanti, sognatori avidi, pronti a sostenere chi – sperando mai possa accadere – mostrerà segni di cedimento, con la speranza viva di poter assistere fino all'ultimo a questo spalla contro spalla. Fino all'ultimo respiro, con il cuore in gola, fino a quel traguardo che oggi, tanto lontano, neppure si intravede all'orizzonte.
Andrea Consonni / Eurosport