Eurosport - gio, 07 feb 16:01:00 2008
Dopo la convincente prestazione nell'amichevole col Portogallo non può che crescere in maniera esponenziale la fiducia verso la nazionale azzurra in prospettiva Europei
Bella e autoritaria e c'era di che aver paura. Il 3-1 di Zurigo ai danni dell'ambizioso Portogallo conferma quanto di buono si è visto all'Hampden Park di Glasgow, sede dell'importante vittoria sulla Scozia che di fatto ci ha regalato l'Europeo. Una Nazionale nel gioco sempre più lontana dallo stile lippiano e - stesso grado vincente - sempre più giocattolo di un Roberto Donadoni che, passate le tempeste di un mandato all'inizio non apprezzato da tutti, sta riscuotendo sempre più consensi.
I lusitani hanno confermato di essere squadra tecnicamente fuori dal comune ma vittima di un paio di mali cronici. Primo (fattore decisivo): la mancanza di un punto di riferimento offensivo di livello. Makukula si è impegnato, si è mosso tanto, a volte bene, ma è un attaccante lungi dall'essere incisivo. Secondo (fattore altrettanto decisivo): Cristiano Ronaldo e Quaresma sono talenti esplosivi, bellissimi da vedere, ma a volte troppo simili a quegli sbruffoncelli da parchetto che, sequestrato il pallone, si divertono in tre o quattro senza coinvolgere gli altri, passandoselo di continuo, facendo giochetti che strappano un paio di "oh" di stupore a chi guarda ma che, di solito, non fanno vincere le partite.
Il gioiello del Manchester United, a parte una punizione che ha trovato pronto Amelia, è stato uno spaventapasseri al quale un Oddo in grande spolvero ha preso subito le misure. Decisamente meglio il suo alter ego Quaresma, molto più efficace e soprattutto autore di un gol che poteva (ma non l"ha fatto) ridare speranze ai suoi. Si sono letti e detti tantissimi nomi in sede di mercato, bene, fossimo un presidente di serie A con discrete capacità finanziarie l'esterno del Porto lo compreremmo subito.
Tornando agli Azzurri e detto dell'ottima prestazione di squadra, non si può non sottolineare l'ottima impressione destata da Pirlo e Toni. Il milanista è stato il faro del nostro gioco, talento brasiliano, calma teutonica. E a proposito di Germania, non ha perso il vizietto del gol Luca Toni, uomo giusto sempre al posto giusto. Domati i portoghesi, l'ultimo test che attende l"Italia prima dell'Europeo si chiama Spagna. Non faremo una brutta figura e questa è una certezza perché nel sangue degli Azzurri di Donadoni scorre lo stesso di DNA di quello Mondiale di Lippi: l'Italia sa come vincere e vuole continuare a farlo.
Andrea Consonni / Eurosport