Eurosport - lun, 07 apr 14:03:00 2008
La fiaccola che rappresenta le Olimpiadi sta diventando oggetto di contesa politica. Molti i timori per oggi a Parigi
Ormai non è più una festa. Il passaggio della torcia olimpica sta trasferendo da un paese all"altro la protesta per la situazione del Tibet, e sull'onda emotiva del dissenso rischia di scatenarsi anche il caos: proprio come ieri a Londra. Durante il passaggio della fiaccola di Pechino 2008, esattamente fuori dallo Stadio di Wembley, mentre l"atleta cinque volte medaglia d'oro, Steve Redgreve portava la torcia, si sono verificati scontri abbastanza violenti tra alcuni funzionari ed un gruppetto di manifestanti pro Tibet che hanno tentato di spegnere con un estintore il simbolo dei Giochi olimpici.
Gli scontri sarebbero proseguiti anche in altri punti della città al passaggio della torcia, e alla fine, secondo quanto riportato dalla BBC, sarebbero state 35 le persone fermate. Una tensione nella capitale inglese che è rimasta altissima per tutto il fine settimana e che ha consigliato alcuni provvedimenti d'emergenza. All'ambasciatrice cinese Fu Ying, ad esempio, è stato consigliato di partecipare alla staffetta seguendo un itinerario alternativo che è stato tenuto nascosto fino all'ultimo istante.
Ironia della sorte: a difendere la torcia dalla mano di un manifestante che voleva spegnere la fiamma olimpica è stata Konnie Huq, una conduttrice televisiva inglese che conduce Blue Peter, uno splendido programma pomeridiano per ragazzi. Konnie in passato si era detto molto contrariata che le Olimpiadi fossero ospitate dalla Cina: "Il fatto che io abbia preso parte alla marcia della torcia non vuole dire che dimentico quanto poco la Cina sta facendo per rispettare i diritti umani. E' stato il mio omaggio al senso di appartenenza che le Olimpiadi rappresentano. E questa cultura trascende ragioni di soldi, razza e politica. La Cina avrà gli occhi del mondo addosso. E questa sarà una grande occasione per costringerli a cambiare."
Le proteste intanto continueranno. Perché i manifestanti in favore del Tibet si sono ormai organizzati (a Londra erano arrivati in centinaia) e perché il viaggio della torcia olimpica rappresenta una cassa di risonanza di grande rilievo. Oggi a Parigi per garantire il percorso di 28 chilometri nel quale saranno impegnati 80 tedofori, saranno impegnati 3mila agenti di polizia. Ogni tedoforo correrà stretto in una gabbia di quasi 200 agenti, a piedi in bici e sui pattini, che si sposteranno insieme alla torcia. Davanti al Trocadero, a poca distanza dalla Torre Eiffel sarà presente una fitta delegazione di tibetani residenti in Francia per una manifestazione pacifica.
Ma l'appuntamento più temuto è a San Francisco, città che vanta una comunità asiatica grandissima: la città del Golden Gate è abitata per un terzo da cinesi e quello di San Francisco sarà anche l'unico appuntamento statunitense nella marcia di avvicinamento della torcia verso Pechino. I servizi segreti americani si aspettano proteste massicce e migliaia di manifestanti. Il sindaco di San Francisco David Newsom ha fatto appello al buon senso e al civismo: "Non si può negare la libertà di espressione per tutelare la libertà di espressione - ha detto il primo cittadino - mi aspetto dissenso, ma spero che tutto avvenga nel modo più corretto e civile possibile."
Stefano Benzi / Eurosport