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Preolimpica ad Atene disastrosa per gli azzurri

Lun 07 Apr, 10:57 PM


Inizia davvero male l’avventura da Atene, dove i primi tre italiani saliti sul ring sono stati subito eliminati. Peggio di cosi` non si poteva. Il primo ad uscire e` stato Alfonso Pinto, il minimosca che rappresentava la punta della spedizione. Per i piazzamenti ottenuti in passato: due argenti europei, titolare ai Giochi del 2004, campione dell’Unione Europea e altro. Lo ha battuto l’inglese Darran Langley 19-15, che ha prevalso nella seconda parte del match, dopo due round in equilibrio. L’inglese, bocciato a Chicago in avvio dal georgiano Khaduri, a Roseto era stato sostituito dall’emergente Paul Butler di 19 anni. Rimesso in squadra ad Atene, ha iniziato bene, cancellando uno dei favoriti, il nostro Pinto, purtroppo.

Stessa sorte per il medio Ivano Del Monte, mai in corsa contro il bulgaro Maved Mladen, meglio preparato fisicamente, sempre in anticipo contro l’italiano decisamente sottotono. Una controprestazione preoccupante, visto che ad ogni ripresa il divario si allargava fino al conclusivo e avvilente 22-11. In questa categoria la Bulgaria non si era ancora presentata e il successo iniziale del campione nazionale e` solo il primo passo.

L’uscita di Carmine Cirillo il superleggero, e` stata piu` laboriosa per motivi tecnici, meglio tecnologici. Un guasto alle macchinette ha costretto i giudici al vecchio sistema dei cartellini. Il suo avversario, il lituano Egidijus Kavaliauskas, nonostante i 19 anni e la scarsa esperienza internazionale e` un ottimo elemento, come aveva dimostrato a Roseto, dove sfioro` la qualificazione, battuto dall’ungherese Kate in semifinale. A dirla tutta, anche se Cirillo 25 anni, vantava piu` attivita` di servizio con oltre cento incontri alle spalle, battuto con un dignitoso verdetto di 3-2, e` stato quello che si e` battuto meglio. Il guaio e` che il napoletano ha volonta` ma manca di quell’estro che serve per il salto di qualita`.

Domani tocca agli altri quattro rimasti: Parrinello, Di Savino, Ernesti e Sinacore. Non vogliamo essere pessimisti, ma il fatto che al contrario di Chicago, dove gli italiani vincevano grazie alla condizione atletica eccezionale, che faceva la differenza nella fase finale degli incontri, sia a Roseto e sembra pure ad Atene, il vecchio difetto del calo nella seconda parte, non lascia molte speranze di imprese. Sappiamo che dopo i mondiali, il ritorno del professore russo Vasily Filomov e` stato piu` laborioso del previsto, per il ritardato rinnovo del contratto con la nazionale. Un vuoto costato parecchio, valutate le condizioni atletiche dei nostri ragazzi. Altra considerazione che lascia perplessi: perche` il “prof” invece di essere ad Atene e` andato a Tashkent in Uzubekistan con Francesco Damiani, dove i quattro azzurri gia` qualificati sostengono uno stage?

In apparenza tutto e` tranquillo, ma il rendimento degli italiani e` talmente inferiore alle attese che qualche interrogativo si pone. Sperando di sbagliarci fin da domani.

di Giuliano Orlando

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