Eurosport - mer, 07 mag 16:25:00 2008
Il ct dell'Inghilterra Fabio Capello e l'ex ad della Juventus Antonio Giraudo, sono stati iscritti nel registro degli indagati della procura di Roma per il reato di falsa testimonianza. L'iscrizione riguarda la loro deposizione fatta nell'ambito del processo Gea che si sta svolgendo a Roma
Fabio Capello e Antonio Giraudo sono stati iscritti sul registro degli indagati su iniziativa del pm della procura di Roma, Luca Palamara. Il magistrato nell'udienza del 31 marzo scorso, durante il processo che vede imputati per associazione per delinquere finalizzata all'illecita concorrenza con minacce e violenza, tra gli altri, Luciano e Alessandro Moggi e i vertici della Gea, giudicò la testimonianza di Capello e Giraudo reticente, chiedendo gli atti al presidente della decima sezione del Tribunale, il giudice Luigi Fiasconaro.
Palamara nel corso dell'udienza, motivò la sua decisione, per quanto riguarda l'ex allenatore di Juventus e Roma, con il suo trincerarsi dietro "i 'non ricordo' e 'non so'" e, circa Giraudo, con "le difformità delle sue dichiarazioni in merito alle modalità di rinnovo del contratto di David Trezeguet" nel 2004 rispetto a quanto dichiarato dall'attaccante bianconero in una precedente udienza. Palamara disse al termine dell'udienza che si era assistito "ad un convitato di pietra fatto di reticenze". "In questa sede - disse il pm - chi è chiamato a testimoniare è obbligato a dire la verità per evitare che si faccia riferimento ai tam-tam e ai 'non ricordo'".
Capello aveva detto di non aver mai avuto notizie di pressioni sui calciatori in materia di procure e di stipula di contratti. Dichiarazioni diverse, per il pm, rispetto a quelle fatte alcuni anni fa in un'intervista e nelle quali faceva riferimento alla Gea ed al monopolio che esercitava sulle procure sportive.
Giraudo aveva invece detto che sulla Gea "si era creata un'invidia ingiustificata" tanto che suggerì ad Alessandro Moggi di fare il direttore sportivo. La richiesta dei verbali è stata estesa anche alle dichiarazioni di Franco Baldini, ex ds della Roma ed ora manager della nazionale inglese. Il testimone, infatti, parlò di altri procuratori sportivi, oltre a quelli della Gea, che avrebbero esercitato pressioni sui calciatori per acquisirne le procure. Da qui la necessità di un approfondimento di indagine.
Gli atti al tribunale da parte del pm erano stati chiesti anche per la testimonianza di Emanuele Blasi. Il calciatore del Napoli era stato giudicato reticente da parte del magistrato e inoltre aveva affermato di essersi inventato le pressioni da parte della Gea per "liberarsi" del suo ex procuratore Stefano Antonelli. Blasi rischia di essere indagato per calunnia e falsa testimonianza.
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