Serie A - Questo scudetto è tutto di Conte
Dalla tattica al controllo della rosa, la Juventus deve tutto al proprio tecnico, il vero "top-player" che ha inciso con una percentuale altissima nella vittoria del campionato. E, probabilmente, porterà a grandi risultati anche in Europa
Altri link
- Le FOTO della festa a Trieste
- FOTO - La festa dei tifosi della Juventus
- Cagliari ko, la Juve è campione d'Italia!
- Chiellini "Scudetto di Del Piero e Buffon"
- Derby fatale, il Milan cede lo scettro
- FOTO: Serie A, le immagini più belle
- Classifica Serie A
- Calendario/Risultati Serie A
- Classifica cannonieri Serie A
- Calciomercato: tutte le ultime news
Alzi la mano chi l'avrebbe pronosticato alla vigilia. Alzi la mano chi avrebbe detto che la Juventus sarebbe riuscita a strappare il tricolore al Milan in un modo tanto perentorio, con prestazioni di così alta qualità e al primo anno di Antonio Conte su una grande panchina. E, invece, è stato così. Ma se, alla fine della grande cavalcata, bisogna ripartire la fetta dei meriti e dei fattori che hanno inciso di più sul trionfo scudetto, non si può che pensare una cosa. Che almeno il 50% spetti a Conte, l'autentico artefice del miracolo juventino. L'uomo che ha plasmato una squadra reduce da due settimi posti consecutivi e l'ha resa una fuoriserie.
LA METAMORFOSI TATTICA - Alla base di tutto sta l'ossatura, l'impalcatura voluta dal tecnico. L'uomo arrivato - anzi, tornato - a Torino portando nella valigia un solo modulo. Il 4-2-4 (anche se sarebbe più corretto definirlo un 4-4-2 offensivo) che ne aveva costituito le fortune a Bari e Siena. Beppe Marotta ha provato a costruire la squadra in base alle preferenze tattiche di Conte. Ma non si può dire che il lavoro del dg bianconero sia stato impeccabile. Partendo dalla conferma di un Milos Krasic in caduta libera e arrivando alla scelta di un Eljero Elia decisamente immaturo per combattere ad alti livelli. Senza dimenticarsi di Emanuele Giaccherini, considerato indebitamente un esterno puro, e di Marcelo Estigarribia, il più impiegato dei quattro. "Non è che abbiamo due ali come Nani e Walcott", sbotta Conte dopo il pareggio di Catania alla quarta partita di campionato. Il match che sancisce la prima svolta dopo un'estate passata a giocare con il 4-2-4 tanto sbandierato. Conte, in sostanza, si rende conto che il modulo non garantisce gli equilibri necessari e non permette ai migliori giocatori di esprimersi al massimo. Gli mancano due esterni di altissimo livello e una retroguardia capace di tenere botta da sola, mentre Andrea Pirlo in una mediana a due con Claudio Marchisio finisce per essere sacrificato. E, così, vara il cambio di modulo, con l'inserimento in pianta stabile di Arturo Vidal nell'undici titolare. Si passa al 4-3-3. Gli equilibri difensivi arrivano subito, Pirlo accende i fari. Pian piano, continuando ad avvicendare le prime punte (il vero tallone d'Achille di questa Juventus), arriva anche la pericolosità offensiva. Nasce la Juventus di Conte. Una squadra d'attacco, che pressa e corre come nessuna in Italia. E che può permettersi anche di passare al 3-5-2 quando di fronte si trova squadre schierate con una retroguardia a tre, in modo da far pesare come non mai la forza del centrocampo migliore d'Italia: Vidal, Pirlo e Marchisio. Numeri da grande tecnico. Perché un allenatore da "big" deve saper anche cambiare e non affidarsi soltanto a un modulo, specie quando, a discapito delle richieste, gli viene fornita una rosa non azzeccatissima.
LA RINASCITA DEI "PACCHI" - Trovare il modulo migliore per una squadra significa esaltare le qualità dei migliori, ma anche nascondere le magagne di chi non è necessariamente il migliore del gruppo. Conte è riuscito in questo. Basta pensare alla metamorfosi di Leonardo Bonucci e Simone Pepe, arrivati alla Juventus nell'estate del 2010 e bollati come "pacchi" dopo un anno di 4-4-2 integralista voluto da Gigi Delneri. Conte esalta entrambi, ponendo Bonucci al centro di una difesa molto protetta da una mediana estremamente fisica (molto di più rispetto all'anno precedente). Mentre Pepe si esalta facendo il "Di Livio" del nuovo millennio come esterno destro del tridente. Due giocatori completamente ritrovati, come è ritrovato in toto l'assetto difensivo. Basta pensare che rispetto alla stagione precedente il reparto è stato integrato con il solo Stephan Lichtsteiner. Eppure, è passato da essere una delle retroguardie meno solide alla difesa migliore d'Italia. Se non è un merito dell'allenatore questo...
L'IMPORTANZA DELLA PANCHINA - Un allenatore che non vuole incassare soltanto complimenti ma anche alzare qualche trofeo importante a fine stagione deve per forza di cose coinvolgere tutti nel proprio progetto. Anche chi, per qualità e caratteristiche, non può essere una prima scelta. Bene, a Conte tutto ciò è riuscito alla perfezione. Basta pensare ad Alessandro Del Piero, tenuto in naftalina per mezza stagione e poi gettato nella mischia la momento decisivo risultando determinante per l'allungo finale (quanto è pesata quella punizione in extremis contro la Lazio?). Mentre Paolo De Ceglie è passato dalla panchina a una probabile convocazione per il prossimo Europeo, trovando nel ruolo di esterno sinistro del 3-5-2 un ruolo che gli calza a pennello. E, poi, Marco Borriello. Arrivato a gennaio in pessime condizioni, irriconoscibile sino al guizzo finale. Quello che lo ha portato al gol di Cesena, il primo dopo più di 300 giorni senza rete. Conte è stato il numero uno anche in questo. Nel tenere sulla corda tutti, anche chi a un certo punto sembrava una delusione (fatta eccezione per Krasic, autentico mistero calcistico). Anche chi è arrivato da seconda linea e seconda linea è rimasto (Giaccherini è l'esempio migliore). Lo scudetto non si vince in undici. Si vince con tutti gli effettivi. E Conte lo ha ribadito.
CALCIO MODERNO, CORSA E ORGOGLIO - Il prodotto finale non è soltanto lo scudetto, non è soltanto la vittoria e la costruzione di una squadra capace di sfruttare il momento al 100%. Il risultato è una Juventus nata dalle ceneri e ora proiettata verso l'Europa. Grazie al calcio estremamente moderno voluto da Conte. Al suo gioco di corsa, possesso palla e orgoglio. Adesso non resta che attendere la prossima stagione. Quando Conte avrà acquisito ancora più peso negli equilibri societari (tradotto in altri termini: la scelta degli obiettivi di mercato passerà anche dal tecnico) e le scintille viste all'interno dei confini italiani si dovranno replicare in Champions League. Ad occhio e croce, le premesse buone ci sono eccome.

Commenti 55 - 75 di 75
l ex ladrone Platini prossimo anno ci prova a dare una bella spinta nel culo ala sua ex banda rubentus, anche nella champions liga, di sicuro la mettera di fronte a hapoel nikosia... e finito il tempo di moggi ed inizia la era di ladro platinet
ragazzi milanisti bisogna essere sportivi...senza bisticciare...che di soldi non ve ne entrano....ed anche voi juventini...ma che pensate perchè avete fatto u anno da grandi...che ci siete solo voi? aprite gli occhi! che l'anno prossimo dovete giocare champion's e campionato...non sarà come quest'anno! i milan quest'anno ha avuto problemi fisici...non penso pure la prossima stagione...l'inter tornerà...quindi ocio prima di gridare che ci siete voi...che la caciara finisce presto se non aprite gli occhi....
Pienamente d'accordo! Scudetto strameritato da tutti, ma da Conte in particolare! Egli ha resuscitato dei presunti brocchi come Bonucci, Barzagli, Pepe e lo stesso Chiellini; ha rinunciato al suo integralistico 4-2-4 per meglio inserire quel fenomento di Pirlo nel gioco corale della squadra; ha instillato la cultura del lavoro e del sacrificio mescolata al senso di appartenenza ad una maglia gloriosa come quella della Juve; ha imposto l'interesse di squadra a quello personale; ha saputo caricare e responsabilizzare ogni singolo giocatore, preminadolo o punendolo a seconda del rendimento; ha trattato tutti allo stesso modo, senza figli né figliocci. Conte è stato il vero top player di questa Juve!
Sono d'accordo con l'articolo. Conte è stato il vero uomo scudetto della stagione. E' riuscito a formare un gruppo e a dare un'identità alla squadra. Complimenti a lui e alla Juve che ha meritato senza ombra di dubbio questo scudetto dai numeri incredibili.
laziale maiale......ma la tua rometta di zampognari a che posto sta??
i soliti incivili bianconeri, hanno demolito il negozio del Torino, in Piazza Castello, nessuno ne parla....complimenti
e adesso vinciamo anche l'ultima così il noioso gol di Muntari rimane ininfluente (avremmo vinto con un punto) e poi non è detto che avremmo recuperato come a Napoli
X LAZIALE MAIALE: Quando ha segnato Maicon sono venuto a litri nel culetto di tua sorella e gli ho farcito di sborra tutto l'intestino. G.O.D.O.!
Laziale maiale stamattina a roma le farmacie hanno finito il proctolin............
GRAZIE a tutti per questa gioia, anche se sono un po' preoccupato per tutti i gufi d'Italia, letteralmente stremati da 37 partite senza sconfitte.
X luca eunuco ladrone una bella sputata sulla capomafia d'italia spuuutttttt
PEGGIO DE COSI NN POTEVA COMINCIA' STA SETTIMANA DE MERDA...............
LAZIALE MAIALE ............SUCACI IL PISTOLONE..................E SALUTA LA CAPOLISTA ................VIENI A TORINO CHE TI FACCIAMO LA FESTA ANKE' A TE....................
Intoccabile sei un esempio di sportività ?????????? AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
Grazie a tutti voi semplicemente "ladroni d'italia forever"
Questa ennesima rapina e' tutta der conte dracula parruccone (pieta')
grazie a tutti voi semplicemente campioni d'italia
e' vero il merito e' di Conte, ma quanti errori Allegri e Co.
siiiiiiiiii
Grazie alla società hai giocatori e allenatore, Grande Vucinic, Del Piero.
Effettua il login per inviare un commento
Non sei ancora un utente Yahoo! ? Registrati subito per avere un account Yahoo!