Altro che fioretto evocato alla vigilia da Prandelli e Ranieri. Il giusto e combattuto 1-1 nell''attesa sfida tra Fiorentina e Juve e'' figlio di una battaglia corretta ma durissima, giocata fino all''ultimo tackle. A centrocampo quasi si e'' ascoltato, nonostante la bolgia del Franchi, lo sfrigolio di muscoli e tendini iper sollecitati dei faticatori delle due squadre, Nocerino e Donadel su tutti.
Ranieri deve aver fiutato l''aria, tanto da escludere Del Piero dall''undici iniziale a favore del piu'' corazzato Iaquinta. Scelta tecnica, ribadira'' il tecnico testaccino a fine gara. Ma non si puo'' non cogliere la delicatezza del momento attraversato da Pinturicchio, costretto ad ingoiare un boccone amaro in cima a un rinnovo contrattuale ad oggi sempre piu'' lontanto. Altre polemiche in vista.
Soluzioni quasi obbligate per il dirimpettaio Prandelli, alle prese con la stanchezza post Uefa di gran parte dei suoi. E gli inopinati centoventi minuti piu'' i rigori sofferti con il Groningen pesano fin dalle prime battute.
La vecchia signora si scopre infatti sempre piu'' umile e compatta. Il 4-4-2 con cui si dispone sul terreno di gioco somiglia a un monolite, un blocco unico di tre linee che resta cortissimo per merito del pressing afissiante sui portatori di palla avversari. La squadra di patron Della Valle non trova sbocchi e si affida spesso ai lanci lunghi, facile preda di Chiellini e compagni. E al primo affondo la Juve passa: Gamberini e Dainelli si ostacolano nel rinviare un lancio dalle retrovie di Almiron, ne approfitta il solito Iaquinta che controlla e in piena area fa secco Frey con un bel destro a rientrare. Ma sul gol pesa la posizione di fuorigioco di Trezeguet, che impedisce la visuale a Frey. L''arbitro Rizzoli, male assistito dai suoi guardalinee, convalida.
Lo svantaggio e'' un fardello ancora piu'' pesante delle gambe molli e la bella Fiorentina ammirata in questo inizio di stagione sembra un fiore appassito. Prandelli gioca la solita carta Vieri, Ranieri replica con Palladino e, solo a dieci dalla fine, con Del Piero. Ripresa vibrante ma povera di contenuti tecnici: Trezeguet si mangia il raddoppio, ed e'' una notizia, Mutu grazia Buffon; e quando tutto sembra perduto a 270 secondi dalla fine il braccio galeotto di Legrottaglie obbliga Rizzoli ad assegnare il penalty. Mutu non perdona e si gode l''abbraccio dei compagni. Ci sarebbe spazio anche per un secondo rigore, quando Chiellini frana addosso a Vieri, ma il mediocre Rizzoli non se la sente di concedere il bis. Pari e patta, tutti felici e contenti. Specialmente l''Inter.
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