Eurosport - mer, 07 nov 15:37:00 2007
Costa ma porta al successo; eppure investire sui settori giovanili per le squadre italiane continua a essere un'impresa difficile
Gestire un vivaio costa; ma rende, enormemente. E abbassare l'età media dei propri giocatori è fondamentale se si vogliono risultati a lungo termine, e a ciclo continuato. Ma le squadre italiane non ne sono capaci.
Lo dimostrano diversi studi, ultimo dei quali effettuato dall'autorevole centro studi di Coverciano, che tuttavia dimostra anche che la tendenza sta parzialmente cambiando e forse anche migliorando nel nostro paese. Tra le dieci squadre con il miglior vivaio, inteso come settore che ha maggiormente alimentato la prima squadra, risultano ben tre squadre italiane: la Roma, al secondo posto dietro il Real, l'Atalanta e il Milan, rispettivamente al quarto e al quinto posto. E' la Francia la squadra che dimostra di avere il campionato con l'età media più giovane mentre spiccano Real e Barcellona, prima e terza, come i club più dominanti con l'età media più giovane.
I dati che riguardano l'Italia pur migliori di qualche anno fa non aiutano a definire l'utilizzo del vivaio come una scelta vincente: la Serie A è il campionato che ha l'età media più alta, 27.65, mentre l'impiego di un Under22, che all'estero è quasi sempre considerato già un giocatore formato e maturo, è di appena 13 minuti: pochissimi se si considerano tutte le squadre e tutti i match in programma.
Entrambi questi dati sono di gran lunga inferiore a Spagna, Francia e Inghilterra; l'Arsenal (nella foto il suo gioiello spagnolo Cesc Fabregas) è in assoluto la squadra che ha investito di più sui giovani, in modo anche abbastanza aggressivo setacciando i vivai di mezza Europa con investimenti davvero importanti. Ma oggi è prima in Premier League con le sue stelle di Under22 che danno spettacolo. E nella stragrande maggioranza si tratta di giovanissimi stranieri, convinti con offerte inattaccabili a trasferirsi a Londra per cercare una carriera da professionisti nel calcio.
In questa classifica brillano le squadre inglesi, addirittura sei tra le prime dieci (con Chelsea e Liverpool oltre all'Arsenal) mentre l'unica squadra italiana è l'Inter, la squadra più straniera del campionato, atteggiamento che mantiene anche a livello giovanile.
Le squadre italiane, insomma, investono sul vivaio: ma moderatamente, e lo fanno soprattutto su calciatori che arrivano dall'estero. Il problema è che solo uno su dieci giocatori del campionato primavera arriverà alla Serie A; in Inghilterra questa media è quattro volte superiore, in Francia e Olanda è ancora maggiore. A dimostrazione del fatto che da noi la carriera di calciatore, molto spesso, finisce ancora prima di cominciare.
Stefano Benzi / Eurosport