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Conto tv e guerra Sky-Mediaset Fermo 1 mld, Lega preoccupata

sab, 07 nov 18:16:00 2009

Più di un miliardo di euro sono congelati ed è per questo che i padri-padroni dei club di calcio sono infuriati, e qualcuno addirittura ha minacciato di non scendere in campo (tranquilli: lo dicono sempre, non lo fanno mai...). Si tratta dei 571 e 578 milioni che Sky aveva promesso alla Lega Calcio, vincendo il bando per i diritti di pay tv dal 2010 al 2012. Tutto fermo, lo ha deciso la Corte d'appello di Milano, sezione I, presidente Giuseppe Tarantola. La Lega Calcio ha fatto immediato appello, in attesa che sulla materia diritti tv si pronuncino anche gli "sceriffi" di Antonio Catricalà (hanno tempo sino a maggio 2010). Tutto questo caos è stato scatenato da Marco Crispino, patron di Conto tv e re del porno. Uno che fattura a fatica 6 milioni all'anno ma tiene sotto scacco (per ora, almeno), il mondo del pallone. "Noi non abbiamo paura, del resto abbiamo sempre scelto i migliori avvocati". Crispino ha confermato oggi quanto aveva detto a noi l'altro giorno: "Ci sono fior di banche e istituzioni pronte a finanziarmi. Del resto Sky non è forse finanziata dalle banche?". Conto Tv è nata nel 2003, è sul digitale e sul satellite con quattro canali. Ha fatto la sua fortuna con i filmati a luci rosse. Se adesso i diritti del satellite venissero spacchettati in più tranche, cosa che la Lega (per ora) non vuole assolutamente fare, allora potrebbero esserci problemi seri, e magari, clamorose novità. Già, perché dietro a questa presa di posizione di Crispino molti presidenti di calcio temono (o sono convinti) che ci sia la vera guerra in atto fra Sky e Mediaset. Crispino ha scelto due ottimi legali: l'avvocato professor Vincenzo Franceschelli, ordinario di diritto privato all'Università di Milano- Bicocca, e l'avvocato romano Vincenzo Zeno-Zencovich, professore ordinario di diritto comparato ed esperto di telecomunicazioni. La Lega Calcio e l'advisor Infront hanno risposto con gli avvocati Pietro Abbadessa, Ruggero Stincardini, Bruno Ghirardi, Giorgio De Nova, Antonio Maria D'Addio, Giorgio Alù (dello studio Tonucci di Roma) e Gian Pietro Bianchi. Nel giro di un mese ci dovrebbe essere la risposta del Tribunale milanese al ricorso della Lega. Ma il punto, semmai, è un altro: chi c'è davvero dietro a Crispino? Lui, nomi non ne fa. Ma è chiaro che fra Sky e Mediaset ormai siamo sempre più ai ferri corti, ai dispetti, alle guerre continue (vedi Sky che va anche sul digitale gratis). E il calcio è un prodotto troppo importante. Irrinunciabile, soprattutto di questi tempi. Perché le cose in Casa Sky non vanno più a gonfie vele come in passato. Nel primo trimestre, infatti Sky Italia ha registrato un utile operativo pari a 128 milioni di dollari, facendo segnare una flessione di 37 milioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il lieve incremento dei ricavi-come ha spiegato un'agenzia economica nei giorni scorsi- in valuta locale è stato più che controbilanciato dalla crescita dei costi di programmazione, in particolare legati all'aggiunta di 16 nuovi canali rispetto allo stesso trimestre di un anno fa e ai più alti costi dei diritti sul calcio. Inoltre i clienti di Sky Italia restano invariati rispetto alla fine dello scorso anno fiscale (4,8 milioni): ci sono state più disdette che nuovi abbonati. Segno della crisi. E la stessa Sky fa concorrenza a... Conto tv sul porno, anche se preferisce non farlo sapere troppo in giro: la programmazione hard pay-per-view di Sky è passata infatti su 24 ore e questo dovrebbe consentire a Murdoch di incassare circa 1,3 milioni di euro a settimana (68 milioni di euro all'anno). Crispino attacca sul fronte del pallone. Fra Rai e Mediaset intanto è pace continua: nei diritti in chiaro, appena acquistati, la Rai pagherà circa 30 milioni di euro all'anno e avrà un vantaggio in più: la Domenica Sportiva, trasmissione cult che sta andando bene, potrà continuare a mandare immediatamente in onda le immagini del posticipo domenicale, mentre sino alle 22,50 nessun'altra emittente potrà trasmettere gli highlights (in chiaro). Non per niente Mediaset ha già deciso (vedi Spy Calcio del 5 novembre) di battere in ritirata e di spostare Controcampo alle 23,30, quando la gente va a dormire. Segno di una pace consolidata. Mediaset punta sul digitale e il vero rivale di Berlusconi è sempre più Murdoch. Crispino con chi sta? "Dietro di me non c'è Berlusconi", ci ha detto l'altro giorno. Ma questa storia è meno semplice di quello che può sembrare e i presidenti dei club, che fessi non sono, l'hanno subito capito e per questo sono più preoccupati che infuriati.

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