Ciro Ferrara e Antonio Conte stasera si scambieranno un saluto prima del via e reciproci complimenti al termine dei 90’. Perché il copione, in certi casi, è ferreo e prevedibile come quello del cerimoniale di una visita di Stato. Sgarrare sarebbe una questione di cattivo gusto, non avverrà. Ma diffidate delle apparenze. Dell’amicizia esibita. Non è un’immagine falsa in assoluto, otto anni di comune militanza bianconera, accompagnata da molti trionfi, hanno forgiato un rapporto niente affatto banale. Ma il confronto della scorsa primavera, con la sede della Juve trasformata in simbolico ring, è stato duro. Senza esclusione di colpi, anche se tutti sopra la cintura come si conviene ad autentici gladiatori. Vinse Ferrara, ai punti. Questa sera assisteremo al secondo round, sarà un’altra battaglia. Conte pensava di meritarla, la chiamata di Blanc, per la stupenda cavalcata con il Bari nel campionato di B. Un condottiero in piena regola “Antonio il capitano”, capace anche di abbandonare le truppe con un gesto clamoroso tipico del personaggio, ma solo dopo il trionfo. La frattura con i Matarrese era netta, meglio partire verso nuove avventure. Al rivale di questa sera lo accomunano l’orgoglio e la personalità, anche se i due all’apparenza si somigliano poco. Sanguigno il barese, riflessivo il napoletano. Anche nella visione calcistica la distanza è netta. Ferrara è un pragmatico, pronto a mettere in discussione le proprie idee. Conte ha sposato dogmaticamente il 4-4-2. Forse proprio questo aspetto lo ha allontanato, mesi fa, dalla panchina desiderata. Il resto lo ha fatto Ferrara. Amico un tempo, rivale oggi. Preparatevi alla battaglia.
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Commenti 1 - 1 di 1
3 A 1 X LA JUVE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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