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Napoli, Mazzarri 'Sembravano in 12'

sab, 07 nov 20:51:00 2009

L'allenatore del Napoli Walter Mazzarri ha parlato in esclusiva ai microfoni di Sky Sport24. Perché non è arrivato il salto di qualità che sperava? Ci sono tante cause, secondo me. Prima di tutto bisogna dare i meriti al Catania, io me l'aspettavo, gioca bene, oggi sembravano in 12, perché correvano più di noi, erano messi bene, sono stati bravi. Noi poi ci abbiamo messo del nostro perché eravamo in troppi che non abbiamo avuto il rendimento delle ultime gare, poteva essere anche capibile, perché questi ragazzi hanno speso tanto a livello nervoso in quella settimana particolare, tra Fiorentina, Milan e Juventus, il dispendio di forze, soprattutto a livello mentale, è stato tanto. Potrebbe essere questo, in più ci deve far riflettere e ci deve servire per esempio che in Serie A, quando si gioca con squadre che in questo momento sono di classifica sotto di noi, se non si fa tutto al massimo, se non si sta tutti bene, è così. Nel primo tempo soprattutto meritavamo di soccombere perché il Catania ha giocato meglio. Un punto prezioso, senza gol incassati, ma con il "caso Quagliarella" che non ha preso bene la sostituzione: com'è la situazione? La cosa positiva della squadra è che si è sofferto, non si è giocato bene, nel secondo tempo ci siamo aggiustati e uscire dopo una partita del genere con un punto, è un risultato positivo che allunga la striscia, è un segnale importante di una squadra che, quando soffre, riesce a limitare i danni. Questa è stata l'unica cosa positiva. Per quanto riguarda Quagliarella, ha detto solo che per trovare la condizione voleva stare in campo per finire la partita. Ha detto "non mi arriva un pallone" e ha abbandonato lo stadio visibilmente contrariato... Il pallone gli arriva quando lui sta bene, quando ci sono partite così bisogna pensare a noi stessi, a cosa si è fatto, perché l'ho detto io come allenatore che oggi non eravamo in tanti al meglio, quindi in questi momenti si soffre insieme, si va avanti e si porta a casa il risultato. Non ci sono problemi, quando poi i giocatori si "sbollono", il martedì si parla per benino, si fanno riflettere, senza nessun problema. Basta stare fuori 6 minuti nel finale per creare una cosa del genere? No, tutti i giocatori sono così, io faccio questo mestiere da tanto tempo, li conosco, è normale, se non hanno un po' di sangue nelle vene, non rimangono male per un cambio o accettano la scelta tecnica, quando li lascio fuori, con un po' di broncio, poi non mi risponderebbero. A me va benissimo che mi rispondano così, vuol dire che ci tengono, che presto torneranno al meglio e che aiuteranno la squadra come la squadra dovrà aiutare loro. Per me sono cose che rientrano nella normalità, ve lo giuro, perché è così. Quagliarella è un ragazzo eccezionale, lo conosco da tanto tempo, anche se lo alleno da poco, non è un caso di sicuro. A caldo possono uscire anche frasi particolari, invece è stato contenuto in quello che ha detto, quindi non è di sicuro un caso, va bene così, martedì vedrete che staremo tutti bene, lui stesso godrà di questo punto sofferto. È la prima volta che soffriamo veramente, ben venga la continuità di risultati. Con squadre come Milan e Juventus il Napoli si esalta, con le piccole sembrano mancare le motivazioni: è questo il trend che ci dobbiamo aspettare? Eravamo fuori casa, sapete quanto è difficile, affrontare una squadra al San Paolo è una cosa, affrontarla su un altro campo è un'altra, gli stimoli sono diversi. Soffrono tutti. Abbiamo affrontato il Bologna, che in quel periodo era un punto sotto di noi, la mia prima, e con il Bologna abbiamo fatto una gran partita. Oggi non abbiamo reso come nelle altre tre partite che sono state tutte con squadre di altissima fascia. Bisogna crescere, voglio dare meriti al Catania che oggi ha corso e ha fatto una gran partita.

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