Eurosport - ven, 07 dic 19:18:00 2007
Alexandre Vinokourov ha annunciato il suo addio al ciclismo professionistico, dopo che ieri la federazione del Kazakhstan lo aveva squalificato fino al luglio 2008 per essere risultato positivo alla trasfusione di sangue omologo nell'ultimo Tour de France
Il corridore kazakho, 34 anni, ha parlato nel corso di una conferenza stampa ad Almaty ed è apparso visibilmente abbattuto. "Voglio cercare di dimostrare che io non ho mai falsato i risultati dei test" ha aggiunto, accusando anche la Federazione internazionale di aver esercitato "pressioni" sul suo caso: "Credo che la mia federazione fosse propensa a credere alla prove che avevo portato a favore, ma ha ricevuto pressioni dall'alto, dall'Uci. La prossima settimana parlerò con i miei avvocati per valutare se presentare appello. Se mi mostreranno una sola chance di successo, cercherò di utilizzarla. Altrimenti non butterò via il denaro per nulla".
Alla domanda se si sentisse vittima di un complotto, Vinokourov ha risposto: "Perché no? Quando è stata costituita l'equipe Astana, certa gente ha cominciato a lavorare alle nostre spalle, chiedendosi da dove arrivavano questi kazakhi. Ci dicevano che non ci volevano in Europa".
"Ho l'impressione che il ciclismo sia un'orchestra con degli ottimi elementi - ha aggiunto - ma con un pessimo direttore. Ecco perché questo sport è diventato un casino. E degli altri perché non si parla mai? Noi siamo 150 persone in tutto. Dov'è il tennis, dov'è il calcio?".
Sulla squalifica di un solo anno a carico di Vinokourov, era intervenuta l'Unione ciclistica internazionale, manifestando perplessità per la sanzione ritenuta troppo blanda e per la quale, in precedenti casi, lo stop è stato di due anni. In pratica, al ciclista veniva interdetto il prossimo Tour, ma non la partecipazione alle Olimpiadi di Pechino dell'agosto 2008. Ad esempio, lo statunitense Tyler Hamilton e lo spagnolo Santi Perez, nel 2004 risultati positivi per trasfusione omologa (cioè da donatore compatibile) erano stati entrambi fermati per due anni, con la pena accessoria del divieto ad essere ingaggiati per altri due da squadre iscritte al ProTour.
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