Eurosport - ven, 07 dic 09:12:00 2007
Alexandre Vinokourov è stato squalificato fino al luglio 2008 dalla federazione ciclistica del Kazakhstan per essersi sottoposto a trasfusioni di sangue omologo (cioè da un donatore compatibile) durante l'ultima edizione del Tour de France.
Riconosciuto colpevole dalla propria Federazione ciclistica, Alexander Vinokourov dovrà star fermo per un anno, ma se lo vorrà, come ha spiegato il vicepresidente della Federciclo kazaka, Proskourine, potrà partecipare alla corsa olimpica di Pechino.
Risultato positivo lo scorso 21 luglio nel corso del Tour de France, positivo per trasfusione di sangue omologo, avuto cioè da un donatore compatibile, il corridore kazako è stato infine giudicato dalla sua Federazione, che invece dei canonici 2 anni di stop, quelli previsti per una acclarata positività, come appunto nel suo caso, ha optato per una pena morbida, un solo anno, pena che scadrà il 21 luglio 2008, due settimane prima che abbiano inizio i Giochi Olimpici di Pechino.
"La Commissione Disciplinare della nostra Federciclismo ha sospeso Vinokourov anche per non essere sospesa da parte della UCi - aggiunge ancora il vicepresidente Proskuorine. . Ricordando i due anni di stop comminati a Basso, per aver ammesso il tentato doping appoggiandosi al dottor Fuentes, ricordando che tra le sacche sequestrate al ginecologo spagnolo c'era anche quella a sigla Vino, il soprannome di Alexander Vinokourov, il provvedimento adottato nei confronti del kazako suona come scandaloso.
Vonokourov parlerà nei prossimi giorni in conferenza stampa, ma si attende immediata la replica UCI. Il corridore si è sempre proclamato innocente, le controanalisi hanno però confermato la positività, la pena prevista per un'infrazione del genere è quella classica dei 2 anni. E non avendo in alcun modo collaborato con le autorità giudicanti, non si spiega il perchè dello sconto. Dopo i tanti corridori spagnoli coinvolti in Operacion Puerto, ma tutti salvati dall'intervento di un giudice spagnolo che ha archiviato l'inchiesta, mentre in Italia è stato l'intervento della Procura Antidoping del CONi a farla riaprire portando alla squalifica di Basso, ecco anche la sentenza Vinokourov, nuovo e valido esempio del fatto che nel ciclismo in tanti commettono lo stesso errore, doparsi, ma non tutti pagano per averlo commesso. Unione Ciclistica Internazionale, se ci sei batti un colpo ed intervieni. Ma ci sei ?
Fabio Panchetti / Eurosport