(ASCA) - Roma, 7 gen - Oltre 50 milioni di euro: e' questa la perdita complessiva a carico dei team che avrebbero dovuto prendere parte al Rally Dakar, annullato venerdi' scorso alla vigilia della partenza per il rischio di attentati terroristici in Mauritania. Ne danno notizia alcuni media spagnoli, secondo cui la somma, calcolata da alcuni specialisti, e' gia' stata ripagata quasi per intero dall'Amaury Sport Organization (ASO), la compagnia organizzatrice dell'evento. Ma i 50 milioni di euro rappresentano soltanto l'ammontare della cifra versata dai 570 team per iscriversi al Rally, ovvero solo una percentuale minima (tra il 10 e il 20%) delle spese che ogni singola squadra e' tenuta a sostenere per prepararsi alla competizione. L'investimento dei partecipanti infatti e' di gran lunga superiore: si stima che la preparazione al Rally costi, in media, oltre 4 milioni di euro a testa, senza contare le messe a punto e le riparazioni necessarie nel corso della gara. Il timore degli organizzatori ora e' quello di dover affrontare in tribunale ulteriori richieste di risarcimento da parte di team, sponsor e televisioni. Anche alcune citta' che sarebbero dovute essere attraversate dal Rally Dakar sono sul piede di guerra. La cittadina portoghese di Portimao, ad esempio, ha annunciato che chiedera' all'ASO danni per 1,3 milioni di euro. Ad essere colpite maggiormente, pero', sono le popolazioni africane. Il Rally infatti crea migliaia di posti di lavoro: e' stato calcolato che quasi il 70% degli alimenti consumati dalla carovana della Dakar venga acquistato nelle regioni del continente africano attraversate dalla corsa: l'annullamento del Rally Dakar, sottolineano gli esperti, rappresenta un danno inestimabile per le economie di queste regioni.



