Eurosport - gio, 08 gen 19:08:00 2009
L'autopsia ha rivelato la causa della morte del motard francese, trovato senza vita dopo giorni di infruttuose ricerche. Se fosse stato soccorso tempestivamente, il corridore probabilmentesi sarebbe potuto salvare e la stampa transalpina ora grida allo scandalo
Ci sono tragedie che a volte potrebbero essere evitate. La morte di Pascal Terry alla Dakar è una di queste.
Dopo aver ritrovato il corpo del pilota senza vita, la Polizia ne ha disposto l'autopsia, che ha scoperto la causa della morte: Terry ha avuto un edema polmonare, che ha causato un blocco cardiorespitatorio e il conseguente decesso. Il corpo, inoltre, non presentava segni di traumi, né di disidratazione.
Resta da chiarire, dunque, il motivo per cui un uomo, in difficoltà anche se non in immediato pericolo di vita, abbia dovuto pagare il prezzo più alto in questa corsa così pericolosa.
Risulta infatti che il 49enne francese nella giornata di domenica avesse già avvisato l'organizzazione di essere senza benzina e che fosse poi riuscito ad andare avanti per un ulteriore tratto grazie all'aiuto di un altro concorrente.
Le circostanze della morte del pilota restano comunque poco chiare: nel tardo pomeriggio di domenica l'organizzazione avrebbe notato, tramite la traccia GPS, che la moto di Pascal Terry non si muoveva, e avrebbe tentato di contattarlo telefonicamente ben due volte. Poco prima, però, nessuno si è accorto del fatto che il motociclista in difficoltà aveva azionato la boa d'emergenza (un dispositivo GPS collocato direttamente sulla persona e indipendente da quello sistemato sul veicolo). Da quanto risulta, la delegazione di controllo che viaggia insieme alla corsa si sarebbe accorta dell'allarme solo al mattino seguente e le ricerche sarebbero iniziate soltanto a partire da questo momento, ormai troppo tardi per qualsiasi soccorso.
Un ulteriore intoppo avrebbe ritardato le ricerche: per qualche tempo, infatti, secondo informazioni sbagliate, si credeva che il corridore avesse trovato ricovero presso il bivacco di Neuquén e che stesse bene. In realtà, era stato scambiato con un altro pilota.
La Polizia locale perciò ha voluto rendere noto che, se le autorità locali fossero state allertate per tempo, la ricerca sarebbe potuta essere più rapida, malgrado il luogo poco accessibile in cui la salma è stata ritrovata, e che quindi Terry si sarebbe potuto salvare.
Inevitabilmente la stampa francese è insorta dopo aver conosciuto la sequenza dei fatti e si è scagliata contro l'organizzazione. Tanti i titoli accusatori apparsi sia sul web, sia in edicola, come per esempio "Un errore incredibile". Qualcuno rincara la dose: "È impossibile perdere la posizione di un pilota quando i suoi strumenti di richiesta di soccorso funzionano". C'è chi, infine, sottolinea una "disordinata operazione di soccorso, causata dall'errore di comunicazione tra Parigi, dove arriva il segnale dei GPS dei corridori, ed il sudovest dell'Argentina".
Sui deserti sudamericani tira aria di bufera. Non si tratta del maltempo che ha costretto ad accorciare la sesta tappa: si sta scatenando l'ondata mediatica di voci scandalizzate per un episodio gravissimo che non sarebbe dovuto accadere, nonostante tutti conoscano i rischi e le insidie che questa competizione nasconde.
Commenti 1 - 10 di 10
Emigrato sei meglio del'ispettore Derrick :-))) ma tu conosci qualcuno che ha avuto un edema polmonare dopo aver succhiato benzina? Ma che stronzate....la realtà è una sola: i difetti di organizzazione esistono ed esisteranno sempre in questo tipo di gare "estreme" e chi partecipa sa di non essere al 100 % al sicuro...nessuno obbliga nessuno a correre. Dispiace che sia morto un pilota ma fa parte del "gioco"...chi corre ne è consapevole!
- 1) aveva azionato la boa d'emergenza, un dispositivo GPS collocato direttamente sulla persona e indipendente da quello sistemato sul veicolo
- 2) Da quanto risulta, la delegazione di controllo che viaggia insieme alla corsa si sarebbe accorta dell'allarme solo al mattino seguente e le ricerche sarebbero iniziate soltanto a partire da questo momento, ormai troppo tardi per qualsiasi soccorso. (e cosa facevano i "controllori"?: cosa significa controllo? controllo dei dispositivi di rilievo, controllo che i partiti siano arrivati al traguardo, controllo diretto che Wisky e birra fossero palatabili?...)
- 3) si credeva che il corridore avesse trovato ricovero presso il bivacco di Neuquén e che stesse bene. In realtà, era stato scambiato con un altro pilota.
NON STA IN PIEDI: "L' Altro Pilota" non poteva trovarsi laddove il dispositivo GPS collocato direttamente sulla persona del defunto lo segnalava. Immobile (immagino!) Evidentemente vi sono delle gravissime carenze nella Organizzazione. D'altra parte una PARIGI-DAKAR (?!) che si corre in Argentina (?!) è già dal nome l'emblema di una schizofrenia totale. Oltre a questo, il problema della benzina, che magari non c'entra nulla, o forse si: il tentativo di "succhiare" (dal serbatoio, o da una tanica della benzina, per, rifornirlo) sarebbe una possibile causa scatenante un edema polmonare, assieme a tante altre (fattori cardiaci, occasionale contatto con antiparassitari, alcuni farmaci...). Certo che, per una ragione o per l'altra, la "Dakar" non risparmia mai le vite umane!
Ma quanto stranno tutto questo!!!!.Aparte che sciochezza avere i controli gps controlati dalla Francia invece di averli in situ della gara.
io ho un parente che corre nella Dakar e sono molto preoccupata... e appena ho
saputo di Terry ho pensato alla sua famiglia,come fa sua moglie a sopravvivere senza
un marito pronto a proteggerla in ogni momento... e io mi chiedo come fanno i bambini
a stare senza un padre accanto.
Ma io sono certa che tutta la sua famiglia lo terra' per sempre nel cuore.
Io farei cosi'... e voi?
Allora:
1) nel tardo pomeriggio di domenica l'organizzazione avrebbe notato, tramite la traccia GPS, che la moto di Pascal Terry non si muoveva, e avrebbe tentato di contattarlo telefonicamente ben due volte.
2) Poco prima nessuno si è accorto del fatto che il motociclista in difficoltà aveva azionato la boa d'emergenza (un dispositivo GPS collocato direttamente sulla persona e indipendente da quello sistemato sul veicolo). Da quanto risulta, la delegazione di controllo che viaggia insieme alla corsa si sarebbe accorta dell'allarme solo al mattino seguente e le ricerche sarebbero iniziate soltanto a partire da questo momento, ormai troppo tardi per qualsiasi soccorso.
3) Un ulteriore intoppo avrebbe ritardato le ricerche: per qualche tempo, infatti, secondo informazioni sbagliate, si credeva che il corridore avesse trovato ricovero presso il bivacco di Neuquén e che stesse bene. In realtà, era stato scambiato con un altro pilota.
4) La Polizia locale perciò ha voluto rendere noto che, se le autorità locali fossero state allertate per tempo, la ricerca sarebbe potuta essere più rapida, malgrado il luogo poco accessibile in cui la salma è stata ritrovata, e che quindi Terry si sarebbe potuto salvare.
E dopo tutto queto qualcuno si chiede se questo è oppure no "omicidio colposo"? Ci macava solo che gli sparassero?
si bostonfraz, omicidio colposo, mi sembra doveroso vagliarla come ipotesi.
omicidio colposo????
mah, incredibile, persi dietro i motori si scordano le persone.
sono nel mondo delle competizioni da una vita,capisco che ci vuole sicurezza,bisogna cercarla sempre,ma quella cosa che non si riuscirà ad avere mai sarà la certezza.e chi pratica certi sport LO Sà!non pesa mai che succeda a lui.per sà che può succedere.a chi possiamo dare la colpa noi che siamo solo informati da notizie che devono solo fare scoop?
Adesso voglio vedere se qualcuno viene denunciato per "omicidio colposo" o meno? Qui, ragazzi miei, non è morto per un incidente.
Effettua il login per inviare un commento
Non sei ancora un utente Yahoo! ? Registrati subito per avere un account Yahoo!