Eurosport - dom, 09 mar 00:31:00 2008
Per la festa del Centenario dell'Inter Adriano Celentano torna a cantare dal vivo dopo 14 anni. Con lui, un partner d'eccezione: Massimo Moratti
Se anche un mostro sacro della musica italiana torna a esibirsi dal vivo, davanti a una platea tutta particolare, allora significa che la storia dell'Inter è di quelle davvero importanti. Dopo il netto successo sulla Reggina, ecco partire la festa dei 100 anni del club nerazzurro.
Immagini in bianco e nero, calciatori che tornano a San Siro con capelli, se presenti, più bianchi che neri, ma due colori che nel cuore non si cancellano neanchedopo 100 anni: il nero e l'azzurro, che per molti è semplicemente blu. 9 Marzo 1908 - 9 Marzo 2008. Un centenario di successi, soddisfazioni e sogni, a volte realizzati, altre rimasti incompiuti. Tutti i protagonisti dei 15 scudetti, delle 2 Coppe dei Campioni, delle 3 Coppe Uefa, delle 2 Interconentali, 5 Coppe Italia e delle 3 Supercoppe Italiana si sono dati appuntamento lì, nel tempio di Giuseppe Meazza che negli anni '30 contribuì a rendere grande l'unica squadra d'Italia che non ha conosciuto altre categorie diverse dalla Serie A.
Da Mazzola a Ruben Sosa, da Corso a Matthaeus, da Djorkaeff a Roby Baggio, passando per Walter Zenga, Giuseppe Bergomi e Riccardo Ferri. Tutti ospiti del padrone di casa, Massimo Moratti, che non ha voluto farsi mancare niente.
Nemmeno Adriano Celentano. Sì, proprio lui, il molleggiato della Via Gluck che davanti a 60000 persone ha intonato uno dei suoi successi più famosi. Ha ricordato a tutti da dove viene cantando LIVE, con al collo una chitarra come non gli capitava da addirittura 14 anni, "Il ragazzo della Via Gluck".
Basco marrone, sciarpa dell'Inter al collo, immancabili occhiali tondi sugli occhi e solita voce da urlo, Celentano ha fatto cantare tutto lo stadio in un'atmosfera elettrica ed elettrizzante.
Un'esibizione toccante, con un finale in chiave ambientalista e un duetto conclusivo, sulle note di "Sei rimasta sola", addirittura con Massimo Moratti. Che sta al gioco e si diverte come un bambino. E' la sua festa, è la festa dell'Inter.
Andrea Tabacco / Eurosport