Le porte di San Siro si spalancano per accogliere un popolo intero, festeggia `Pazza Inter`!. Un serpentone gioioso di bambini, ognuno con stretto tra le mani un palloncino nero o azzurro. Si apre cosi` la giornata del Centenario, della festa interista, con il futuro in bella mostra. I passi imparati a memoria e calcati con estrema disciplina formano una scritta che annuncia l’evento: ‘ 100 Inter ’. Il campo e` loro, almeno fino al momento del riscaldamento della banda Mancini in vista dell’impegno contro la Reggina; gli spalti sono gremiti, di gente comune e di pezzi di una storia secolare. I protagonisti dell’Inter di ieri e dell’altro ieri sfilano davanti alle telecamere e imboccano il tunnel del garage, per poi percorrere un tragitto che non puo` non farli tornare alla loro Beneamata.
C’e` Walter Zenga, portiere dell’`Inter dei record` del Trap e beniamino della ‘Nord’. ‘ E’ una serata che mette i brividi - dice - , una ricorrenza importante. Cent’anni di vita sono un traguardo da onorare a dovere, se poi penso che ventidue sono anche miei e` chiaro che mi calo nell’atmosfera ’. Arrivano a frotte, in gran numero e con un sorriso che balzella tra la gioia e la malinconia. Youri Djorkaeff racconta ancora di quel gol finito sulle tessere degli abbonamenti, quella rovesciata contro la Roma che ha segnato la sua vita professionale. ‘ Vivo a New York e capita ancora che qualcuno mi fermi per strada e mi dica ‘me lo ricordo quel colpo...’. Sono felice di essere qui, perche` ho girato il mondo, ma San Siro resta un po’ casa mia ’.
Sfilano anche gli allenatori, da Gigi Simoni a Hector Cuper. Ed e` proprio l’’hombre vertical’ a regalare un po’ di pepe alla festa. ‘ Sono contento che mi abbiano invitato - sorride - . Quando Moratti ha vinto lo scudetto, l’ho chiamato. Ci sentiamo, perche` sia io che la mia famiglia abbiamo un ricordo piu` che positivo dell’esperienza meneghina. Ronaldo? Io non ho mai avuto nessun problema, era lui ad averne con me, e francamente non ho mai capito perche` ’.
Moratti passa dritto, non si ferma e regala solo un sorriso aperto ai cronisti assiepati nella mix zone. E’ il gran cerimoniere, non ha tempo per commenti ulteriori, la festa e` solo all’inizio e vivra` il clou dopo Inter-Reggina. Marco Materazzi guida la truppa sul terreno di gioco per la sgambata, ma il volto e` diverso dal solito: si guarda intorno, guarda i cinquantamila del ‘Meazza’ a mezz’ora dal fischio d’avvio, deglutisce e guarda ancora. E’ un giorno diverso, anche per chi ha una partita da giocare.
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