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Calcio: Banca Rothschild Scende In Campo Per Acquisto Della Roma (mf)

Ven 21 Mar, 02:08 PM


(ASCA) - Roma, 21 mar - Il piano d'acquisto della Roma da parte della cordata statunitense coordinata da Casey Wasserman e guidata da John J. Fisher e' a uno stadio avanzato, tanto che il dossier e' da qualche mese in mano a Banca Rothschild, che insieme alla societa' di intermediazione statunitense Inner circle sta analizzando tutti gli aspetti di un possibile deal. E' quanto rivela il quotidiano finaziario 'Milano Finanza', secondo cui la banca d'affari non solo starebbe esaminando i dati di bilancio della As Roma e quelli della controllante ItalPetroli, ma starebbe anche valutando ''tutte le possibili implicazioni di un'operazione che non puo' essere soltanto finanziaria. A Roma, infatti, le vicende della squadra giallorossa muovono interessi e passioni popolari di cui non si puo' non tenere conto''. Secondo il quotidiano finanziario, pero', gli advisor si sarebbero ''convinti che tifosi e opinione pubblica potrebbero accettare l'arrivo di finanziatori stranieri, se l'ingresso nel capitale della societa' calcistica fosse accompagnato da un convincente progetto di sviluppo''. ''Il dossier - spiega MF - e' ormai praticamente pronto e consulenti ed aspiranti compratori si stanno concentrando sull'unico obiettivo realmente determinante: la disponibilita' a vendere dei Sensi, che per risanare il bilancio della squadra di calcio in questi anni hanno letteralmente messo a rischio il patrimonio familiare custodito nella holding ItalPetroli''. Lo scoglio piu' difficile da superare sembra proprio la famiglia Sensi che pur di mantenere la proprieta' della societa', hanno inserito nel piano di risanamento di Italpetroli (su cui sta lavorando banca Finnat) ''la cessione di altri asset, come i depositi petroliferi di Civitavecchia, i terreni di Torrevecchia ed altre proprieta' immobiliari''. ''La cordata statunitense (...) - scrive ancora MF - conta pero' sull'interesse delle banche creditrici di ridurre l'esposizione. Unicredit, infatti, pur avendo dichiarato l'intenzione di non voler esercitare l'opzione sul 2% del capitale di ItalPetroli (che aggiunto al 49% gia' in suo possesso consentirebbe di ottenere la maggioranza assoluta della holding), non ha ancora firmato la rinuncia formale alla call''.