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Pechino 2008: lo sport dice no al boicottaggio

Mar 08 Apr, 04:54 PM


A quattro mesi esatti dall’inizio dei Giochi olimpici, e` la questione Tibet a tenere banco in tutto il mondo. Il mancato rispetto dei diritti umani e politici nella regione, da parte del Governo cinese, ha portato alle veementi proteste da parte dei manifestanti pro-Tibet, che hanno ostacolato e bloccato il percorso della fiaccola olimpica a Londra e Parigi. Ai piu` alti livelli politici, e` all’ordine del giorno anche l’ipotesi di un boicottaggio, se non dell’intera manifestazione, almeno della cerimonia d’apertura: ne ha parlato il presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy, mentre Hillary Clinton, in corsa per la nomination democratica alla Casa Bianca, ha suggerito al presidente degli Stati Uniti George Bush di prendere in considerazione l’opzione. E lo sport, come reagisce a questa ipotesi? Datasport ha fatto un piccolo sondaggio fra alcuni protagonisti dello sport italiano. L’opinione che prevale, fra atleti, ex atleti, tecnici e presidenti di federazione, e` quella del no al boicottaggio.

Agnese Allegrini – Atleta – Badminton

“ Penso che la preparazione stessa dei Giochi olimpici sia gia` di per se` una contraddizione, se si considera il fatto che secondo i principi fondamentali dello spirito olimpico praticare sport e` un diritto umano. E lo spirito olimpico dovrebbe incoraggiare il rispetto per i principi morali nel mondo. E’ una contraddizione nel senso che durante la preparazione non sono mancate violazioni dei diritti umani, come la censura della stampa e il controllo di internet, lo sfruttamento dei poveri e i soprusi sulla gente che ha provato a protestare. Onestamente, dubito fortemente che il fatto che la Cina ospiti i Giochi olimpici possa portare ad un notevole cambiamento della societa` cinese. Il mio non e` scetticismo, ma credo di essere piuttosto realista: non e` la prima volta che si tenta di cambiare il mondo con lo sport, e i risultati purtroppo non sono incoraggianti ”.

Corrado Barazzutti – Commissario tecnico Nazionale tennis

“ Non si puo` non essere sensibili a certi tipi di problematiche, ci mancherebbe altro, e gli atleti sono delle persone pensanti. Di conseguenza, sono in grado di informarsi, di sapere quello che succede e dunque anche di dare dei giudizi. Pero`, al di la` di quelli che possono essere dei segnali attraverso delle manifestazioni, io ritengo che certi problemi poi alla fine debbano essere risolti attraverso quelle che sono le vie preposte. E dunque, voglio dire, si sapeva prima dei problemi del Tibet, non e` un tipo di problematica che e` emersa adesso, in questi giorni, o che emergera` nei giorni in cui ci saranno le Olimpiadi. Trovo che la politica sia la via preposta per risolvere certe problematiche. Poi ci possono essere dei momenti in cui gli atleti mandano certi messaggi, ma non trovo giusto assegnare le Olimpiadi alla Cina e poi utilizzare i Giochi come uno strumento di boicottaggio. Questo rovinerebbe le Olimpiadi e non risolverebbe i problemi del Tibet ”.

Roberto Chiappa – Atleta – Ciclismo su pista

“ Sono cose piu` grandi di noi. E’ la quarta Olimpiade che faccio: anche per Barcellona, Atlanta e Sydney si dicevano cose di questo tipo. E’ un grosso evento e tutti vogliono esprimere le loro opinioni. Secondo me le Olimpiadi si faranno regolarmente, con garanzie di sicurezza per tutti gli atleti ”.

Laura De Renzis – Commissario tecnico Nazionale nuoto sincronizzato

“ Lo sport dovrebbe stare fuori dalla politica. I precedenti ci dicono che gli altri boicottaggi non sono poi serviti a molto ”.

Renato Di Rocco - Presidente della Federciclismo

“ La Federciclismo non ha espresso una posizione ufficiale, perche` prima bisognerebbe ragionare con gli atleti. Non credo che lo sport debba essere una zona franca, ma ci sono altri tavoli per affrontare un problema che e` latente da anni. Lo sport ha sempre abbattuto tutte le barriere. Ai tempi in cui Usa e Urss non dialogavano, il mondo dilettantistico faceva correre insieme atleti delle due nazioni. Io spingo per uno sport cosi`, che sia una socializzazione e un momento di dialogo tra nazioni. Approfittare dell’evento per fare politica e` sbagliato, anche se le offese ai diritti civili ci sono ”.

Michele Frangilli – Atleta – Tiro con l’arco

“ Boicottaggio? A mio avviso non se ne parla proprio. Per quanto mi riguarda, se mi dicono di andare a fare una gara, io vado e rappresento l’Italia. E’ un problema politico. Chiaramente dispiace, pero` il nostro dovere e` andare la` e fare sport ”.

Pietro Mennea – Ex atleta – Atletica leggera

“ Per la Cina, dopo gli enormi sacrifici economici per aprirsi al mondo, la piu` grande vittoria che puo` conseguire e` quella della credibilita`. Se ci riesce avra` vinto la medaglia piu` importante. Boicottaggio? Non ci si riuscirebbe piu` oggi, io non gliele avrei date ma non per pregiudizio. Io avrei detto alla Cina: migliori in alcuni settori della vita sociale (diritti umani, principi democratici) poi non ti diamo un’Olimpiade ma dieci ”.

Alberto Miglietta - Presidente della Federazione italiana badminton

“ Credo che lo sport e l`evento olimpico non debbano essere messi in relazione con la politica. Quando qualche anno fa sono stati assegnati i Giochi a Pechino, i problemi di democrazia nel paese esistevano gia`. Quindi probabilmente andava fatta una scelta piu` oculata in merito. Con il senno di poi il Cio avrebbe potuto ripensare alla possibilita` di concedere l`Olimpiade a Pechino. Sono convinto che adesso si parla tanto delle questioni di democrazia in funzione dei Giochi. Ma boicottare sarebbe sbagliato, perche` c`e` gente che ha lavorato anni per parteciparvi e tutto questo non puo` essere vanificato per ragioni con cui gli atleti non hanno nulla a che vedere `.

Francesco Purromuto – Presidente Federazione italiana pallamano

“ Sono convinto che si debba trovare un giusto equilibrio tra le legittime aspettative dello sport mondiale, atteso ogni quattro anni ad un appuntamento che deve porre in risalto i piu` veri sentimenti della leale competizione, e la problematica di un mondo che vive certo secondo logiche piu` complesse e, spesso, diverse dagli ideali di Olimpia. Spettera` soprattutto a questa seconda faccia del problema individuare un percorso che alla fine possa consentire magari di utilizzare i valori dello sport per mediare aspetti ideologici o ben piu` materiali del nostro tempo. Un’Olimpiade non puo` certo ridursi a cambiare solo il volto architettonico di un paese. Del resto ritengo che il CIO, nell’assegnare i Giochi a Pechino, peraltro con un quorum di consensi elevatissimo, abbia valutato ogni aspetto gia` all’epoca conosciuto. Semmai potra` essere utile ed auspicabile aprire un confronto sui criteri di assegnazione da adottare per il futuro ”.

Klaus Raffeiner – Atleta – Badminton

“ Per me lo sport sta in primo piano. Anzitutto lo sport non dovrebbe essere

usato per scopi politici ”.

Dino Salvoldi – Commissario tecnico Nazionale ciclismo su pista

“ Ci sono atleti che sacrificano una vita per quest’obiettivo, loro sono vittime di questa situazione. Sono contrario a una scelta cosi` drastica, la politica deve trovare un’altra soluzione. I Giochi sono il punto piu` alto della carriera di un atleta ”.

Mario Scarzella - Presidente della Federazione italiana tiro con l’arco

“ Boicottaggio? Non credo che sia una soluzione valida. Anzi, potrebbe provocare un inasprimento della situazione. Di sicuro la presenza degli atleti a Pechino potrebbe essere di supporto alle rivendicazioni. Personalmente non auspico repressioni e sono contrario a soluzioni che non vengano ricondotte a un livello politico” .

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