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Torino: Rivoluzioni finite

Gio 08 Mag, 08:23 AM


La gara di Livorno spartiacque del futuro granata

Cairo conferma lo staff e cerca in bomber

Il tempo delle rivoluzioni granata e delle ripartenze da zero è finito. Parola di Urbano Cairo, che deve aver imparato la lezione degli anni scorsi ed ora è pronto a seguire la strada della stabilità. «Con la salvezza del Toro - specifica il presidente granata, ieri giunto a sorpresa alla Sisport - si darà continuità a livello tecnico, dirigenziale e di gruppo. L'anno scorso si doveva cambiare i giocatori per limiti anagrafici e per necessità. Ora non vedo rivoluzioni: questi giocatori possono dare di più nella prossima stagione e quindi verrà mantenuto fortemente il nucleo per poi innestare calciatori di altrettanta qualità». Dopo lunghi silenzi sul progetto e altrettante manovre di depistaggio, Cairo apre le porte della riconferma sfruttando una settimana del tutto particolare. La vittoria col Napoli ha ridato fiducia ed orgoglio alla squadra, la partita di domenica a Livorno può chiudere in anticipo ogni discorso salvezza. Ed allora le parole del patron ottengono un duplice effetto: ricaricare la truppa con gli elogi («È un bel gruppo e voglio tenerli se saranno felici di restare») e dare l'incentivo giusto per restare in serie A («Livorno è l'esame finale»). É evidente che non tutti i giocatori resteranno nel Torino (vedi Comotto, Bjelanovic, Dellafiore, Lazetic ed anche Corini) e qualche scossone toccherà i ruoli dirigenziali, ma ora per Cairo conta la ritrovata serenità di spogliatoio e soprattutto mantenere per la prossima stagione l'uomo della provvidenza, Gianni De Biasi. «La sintonia con lui è totale - rilancia il presidente - e se i giocatori sono il dominus della situazione, è altrettanto fondamentale avere un mister che faccia da collante per tenere insieme e stimolare il gruppo. De Biasi è quello che ci serve: è psicologo, è maturato dall'esperienza spagnola ed è una persona seria. Sono felice che sia tornato e per come sta lavorando, fuori e dentro il campo». Più che un attestato di stima, una vera e propria conferma sulla panchina granata per il prossimo biennio. «Vero, ma siamo già d'accordo: salvezza e contratto automatico. Non l'ho richiamato solo per 5 partite: resterà con noi E non solo per un accordo morale». Gianni De Biasi, dunque, è il primo tassello del "nuovo" Toro. Ma i dirigenti? «A fine anno parleremo con Lupo ed Angeloni - risponde Cairo - mentre l'ad Antonelli ha un contratto pluriennale e io tendo a consolidare i rapporti. La volontà è di procedere insieme». Quasi un colpo di scena in un rapporto che da gennaio sembrava essersi interrotto ed ora, dopo l'esonero di Novellino, ha ripreso quota. Grazie anche al lavoro di Trombetta e al non ostruzionismo di De Biasi. Che non vede l'ora di salvare il Toro e poi rinforzarlo, per la prima volta con Cairo in serie A, secondo le sue idee. Da Livorno passa presente e futuro granata. GDB confermerà subito Rosina e Di Michele, si terrà stretto Grella, Diana, Stellone, Natali, Sereni, Pisano e chiederà di puntare tutto sull'acquisto di un attaccante da 15 gol a stagione. Il Torino segue la situazione di Pazzini (è in rotta con Prandelli e la Fiorentina), anche se le alternative Bojinov, Denis e Acquafresca sono tenute in caldo. Nel borsino granata salgono le quotazioni dei tre attaccanti decisivi contro il Napoli e non a caso Urbano Cairo ieri li ha elogiati: «Di Michele è in grande spolvero, Rosina sta facendo benissimo e Stellone sta giocando la sua miglior stagione». Il bomber romano ricambia con entusiasmo («Sarebbe bellissimo segnare il gol della salvezza»), mostrando quella continuità che piace a Cairo: «Non è tutto da buttare, da rifondare. Bisogna avere tempo e lucidità nel giudicare».  

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