Eurosport - gio, 08 mag 20:00:00 2008
Il campione del mondo si presenta al 91esimo Giro con l'idea di togliersi qualche soddisfazione e di fare da chioccia ai più giovani
La favorita è l'Astana; chissà se è per mettere le mani avanti o per evitare la pressione di giornali e tifosi italiani che vogliono, fortissimamente, un protagonista italiano. Ma la litania che si sente in giro a due giorni dall'inizio del Giro è che la favorita è proprio la squadra kazaka degli ultimi arrivati, quella che in Francia non hanno voluto.
A unirsi al coro comune anche Paolo Bettini: il due volte campione del mondo sembra carico, cerca qualche soddisfazione, spazi di visibilità, ma certo non alla vittoria finale: "Per la verità avrei scommesso su Simoni ma con l'arrivo dell'Astana, Contador credo che abbia qualche chance in più. Per me invece il Giro d'Italia è la prima occasione di una stagione che si prevede molto intensa. Andrò a caccia della mia prima vittoria con la maglia iridata addosso, visto che l'anno scorso non riuscii sfortunatamente a ottenerla. Quest'anno mi presento al via in condizioni atletiche migliori rispetto agli anni passati".
La corsa parte da Palermo con una cronometro a squadre sabato: e l'attesa è sicuramente molta anche per lui che si scopre in un ruolo di 'guida' per i più giovani: "Questo può anche essere il Giro dei talenti emergenti, ce ne sono tanti in grado di far bene: Visconti, Riccò, Nibali, tutti possono mettersi in luce, anche se alla fine sarà la strada a emettere i verdetti. L'Astana comunque può dominare questo Giro, sia sotto l'aspetto della competitività del gruppo che delle individualità".
L'Astana, insomma, secondo Bettini, non è solo Contador. Ma il campione del mondo se l'aspettava l'iscrizione di una squadra estromessa dal prossimo Tour de France? "Se gli organizzatori del Giro l'hanno ammessa, evidentemente hanno ritenuto opportuno farlo - è l'opinione di Bettini - comunque, non sta a me dire se l'Astana poteva o meno essere iscritta, ma posso dire che la sua presenza al Giro è un bene per il ciclismo".
La confusione che regna quando si parla di doping ha contagiato anche Bettini, che allarga le braccia quando gli si chiede un parere sulla vicenda che ha portato alla squalifica di Alessandro Petacchi da parte del Tas di Losanna: "Mi dispiace molto per lui. La sua situazione conferma il fatto che siamo tutti professionisti, ma evidentemente figli di mamme diverse. Ci sono troppi fatti contrapposti, regolamenti poco chiari e, soprattutto, non c'é uniformità di regole".
Stefano Benzi / Eurosport