Eurosport - gio, 08 mag 20:05:00 2008
Abbiamo mandato due cronisti di calcio, Andrea Tabacco e Daniele Fantini a Tolcinasco a seguire il golf: ecco il loro surreale racconto
Fa caldo. Prendo una bottiglietta d'acqua mentre tu pensi. È difficile pensare con questo caldo: sulle tribune della 18, dove il course termina in prossimità di uno splendido specchio d'acqua, il sole ti cuoce la testa.
"Ocio!", grida un brizzolato e sorridente signore alle nostre spalle. Swish! Clang! Suoni onomatopeici per descrivere la traiettoria impazzita della pallina di Sam Little, che sorvola le nostre teste schiantandosi sulle tribune a non più di un metro di distanza. "Sorry, madame", si scusa l'inglese rivolgendosi a una signora seduta in prima fila. Cominciamo bene.
"Andiamo?". "No, aspettiamone altri tre!". "Ok, ma io ho caldo".
Da un centinaio di metri la pallina è un puntino bianco in una marea verde. "Tu la vedi?".
"No, tu?".
"No, io sono astigmatico". La mira dei giocatori successivi è decisamente più precisa. Noi ce ne stiamo lì, appollaiati sulle tribune, a scommettere sui birdies. Ma arrivano a gruppi di tre, e capita che nessuno dei due indovini. A vincere è spesso l'altro, il terzo, quello che abbiamo assegnato di default a un collega in redazione.
Il silenzio è assoluto. Persino accendersi una sigaretta diventa problematico. Stock! "Mi è caduto il telefono!".
"Dove?".
"Sotto le tribune. Dobbiamo prenderlo!".
- "Silenzio" - ci ammonisce l'ufficiale di percorso. Gustafsson ha appena sbagliato un putt banale e impreca contro il pubblico che lo sostiene con applausi.
"Penso ci abbia mandato a...."
"Sì, credo anche io!", ci dice una signora mentre lasciamo la tribuna alla volta della sala stampa.
I maggiori esperti in materia siedono tutti insieme a noi. C'è un'attenzione febbrile alle classifiche e ai piazzamenti di Canonica e Daly (nella foto), qualcuno ci passa dietro, butta l'occhio e probabilmente sorride un po'. La cosa ci imbarazza, proviamo a rimpicciolire i caratteri ma presto ci accorgiamo che alla nostra sinistra abbiamo uno spagnolo, a destra un tedesco e che, con tutta probabilità, capiscono ben poco di quello che stiamo scrivendo.
Con l'animo sollevato andiamo a comprarci un cappellino "Callaway" in ricordo della giornata. Il primo? Al momento è Foster con una carta da 65.
Tabacco/Fantini / Eurosport