A cuore aperto, come piace a lui. Alexandre Pato si racconta a favore di taccuini a macchine fotografiche, per un`intervista pubblicata stamane sul `Corriere dello Sport`. Il giovane brasiliano ha fatto la conoscenza del pallone italiano solo da qualche mese, quattro scarsi per l`esattezza, ma sembra aver gia` capito tutto, o quasi. ` Sono felice di giocare nel Milan - afferma con l`aria di chi e` in vena di `carezze` - , panchina o titolare va bene comunque. E` anche vero che in questo momento Kaka` e Inzaghi stanno facendo cose straordinarie `. Si sponta un po`, per lasciare che la luce arrivi a tutti. Poi, torna a fare capolino quel brillio che ha nmegli occhi, quell`entusiasmo e quel romanticismo che sono la peculiarita` di chi, se non e` ai primi calci, poco ci manca. ` Giocare il derby e` stata un`esperienza particolare - racconta Pato - : ci tenevo a entrare, anche se dalla panchina. Ancelotti mi ha rimproverato? Capita a tutti di fare degli errori `.
L`estate gli regalera` un altro di quei momenti da galleria dei ricordi. Pato sara` a Pechino, a differenza del compagno Kaka`, ormai rassegnato a vedere l`Olimpiade alla televisione. ` Vorra` dire che, se il Brasile vincera`, gli faro` vedere la medaglia a Milanello... Dunga? Gli ho parlato dopo la gara con la Svezia (il debutto nella Seleçao, bagnato dal gol) ; avremo modo di conoscerci meglio `. L`ultima battuta e` per Ronaldinho e l`ipotesi che il suo futuro lo porti a Milano. ` E` un fenomeno - assicura Pato - , e` chiaro che mi piacerebbe giocare con lui. Come con Giovinco, Bojan e Giovani. Balotelli? Mi sembra bravo sia dentro che fuori dal campo `. Tra `pulcini` ci si intende...
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