Eurosport - lun, 08 ott 15:51:00 2007
Dopo un avvio difficile, l'Inter di Roberto Mancini è saldamente in testa al campionato italiano ed è tornata alla vittoria anche in Europa: per l'allenatore dei nerazzurri una bella soddisfazione dopo le critiche ricevute a inizio stagione
Erano già pronti i fucili caricati con i pallettoni e la faccia di Roberto Mancini al centro del bersaglio. Ma chi aveva in mente di sparare sull'Inter, nel giro di qualche settimana, dovrà trovarsi un altro passatempo. E non è solo una questione di numeri.
Mancini dopo 7 giornate di campionato ha già due punti in più rispetto ad un anno fa, quando tutti i record venivano battuti. Ma la cosa che più conta sono i tre punti che l"Inter ha già messo tra se e l'accoppiata Juventus-Roma. Non si tratta di fuga, né di fughina, ma di un segnale chiaro che i nerazzurri lanciano alle avversarie. Il primo, dopo le difficoltà di inizio stagione. Con il Napoli si è avvertita l"onnipresenza di Ibrahimovic. Lo svedese che non segna, ma attira su di sé, come fosse una calamita, 4 avversari. E allora c'è il Cruz di turno che ringrazia e timbra due volte il cartellino. Perché di questi tempi l'Inter non è mai sazia. Chi segna, lo deve fare almeno due volte. E Ibra non ha preteso alcun copyright sulle doppiette, lui che in un mese e mezzo ne ha già realizzate 4. Tre in campionato, una in Champions League.
Meriterebbe, probabilmente, altro trattamento Julio Cruz. La storiella che volevano far passare per vera, che l'argentino segnasse solo quando entrava a partita in corso, non regge. E' davvero bella questa Inter. Il miglior attacco della Serie A, insieme alla Juventus: 16 gol realizzati con una media di poco superiore alle due reti ad incontro. E la miglior difesa: con 5 gol al passivo. Aspettando Suazo e la rinascita di Adriano, Mancini acquista ulteriore autostima. Ma quella già non mancava. Un anno fa nonostante vincesse, gli venivano fatti pesare l'assenza della Juve e l'handicap del Milan. Questa volta al nastro di partenza si sono presentati tutti insieme e la storia non cambia di una virgola.
L'Inter, in Italia, non ha ancora capito chi sarà la principale antagonista. Potrebbe essere la Juve, ma bisognerà aspettare almeno lo scontro diretto del 4 Novembre. Potrebbe essere la Roma, ma se l'anno scorso c'era tra le due squadre una differenza di 22 punti, oggi ci sono già 3 gol che separano Spalletti da Mancini. Allora, il tappeto rosso è pronto, ma prima di stenderlo occorrono conferme dall'Europa.
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