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Atene: Parrinello e Di Savino “vedono” Pechino

Mer 09 Apr, 08:41 PM


Ad Atene meglio che a Roseto, dove nessun italiano era approdato in semifinale. Sotto le volte dell’Olympic ellenico c’e` ancora un po’ d’azzurro a tenere accesa la speranza di affiancare al quartetto promosso ai mondiali di Chicago, qualche altro pugile. Dei sette di partenza sono rimasti in due e vista la situazione generale, va gia` bene cosi`. Il gallo Vittorio Parrinello e il piuma Alessio Savino sono approdati alle semifinali, ovvero ad un passo dal sogno olimpico, superando rispettivamente il turco Huseyn Dundar (18-11) e il magiaro Janos Mihaly (19-8) con bella sicurezza. Gli avversari erano impegnativi ma alla loro portata. Infatti non hanno corso rischi, mantenendo sia l’iniziativa che il vantaggio delle macchinette. Anche se il calo finale non e` certo scomparso. Una minaccia che deve far riflettere. Adesso manca il passo decisivo di domani, venerdi`, oggi riposo per tutti. Ai nostri serve l’impresa della vita. Parrinello trova il sempre furioso francese Ali` Hallab che ha 27 anni e grande esperienza. Oltre a podi importanti, l’ultimo il bronzo ai mondiali del 2005 e un altro nel 2002 agli europei di Perm in Russia. In seguito non ha piu` raggiunto le vette, pur presente ai Giochi di Atene ma subito eliminato dall’algerino Bouziane, ha il dente avvelenato per aver fallito le due precedenti opportunita` di Chicago e Roseto. Avversario scorbutico perche` gioca sporco, tocca e lega, colpisce improvviso e ha grande mobilita`. Parrinello sembra in fase evolutiva, il turno di riposo dovrebbe ricaricarlo, dopo incontri tirati ma non stressanti. Dovra` avere la freddezza di non cadere nel tranello dello scambio ma colpire in velocita` e muoversi in continuazione. Tattica difficile ma la sola per arrivare a Pechino.

Il romano Alessio Di Savino e` uno di quelli che gettano il cuore oltre l’ostacolo. Il temperamento finora lo ha aiutato, in particolare nel match d’esordio contro Azat Hovhannisyan, il giovane talento armeno che sembrava lanciato in un recupero inarrestabile, beffato dal destro magistrale del caporalmaggiore dell’esercito, con l’hobby della pesca. Contro l’ungaro Janos Mihaly non e` stato poi tanto difficile, anche se nel terzo round il danubiano si era avvicinato, ma la reazione di Alessio e` scattata tempestiva.

A sbarrargli la strada per Pechino e` l’inglese Stephen Smith, bronzo agli ultimi europei a Plovdiv nel 2006, che si e` sbarazzato del picchiatore romeno Vasile Sandu con grande personalita`. Anche a Roseto l’albionico era arrivato in semifinale, stoppato dal francese Djelkhir vincitore pure del nostro Di Savino. Con una differenza, l’azzurro aveva lottato da pari a pari, mentre Smith si era arreso al secondo round. Se questo puo` essere un indizio favorevole, prendiamone atto. Di certo e` che questi inglesi si sono presentati con una signora formazione, fortissimi in tutte le categorie, pensando forse ai Giochi londinesi del 2012.

Ci ha provato anche l’allievo del maestro Luciano Sordini, il welter romano Manuel Ernesti, ma il sorteggio non lo ha certo favorito, entrando in rotta di collisione col russo Andrey Balanov, il matusa della squadra, 32 anni il 24 di questo mese, campione europeo in carica e l’unico dell’equipe di Lebziak a non essersi ancora qualificato. Sarebbe un disonore farsi buggerare ancora. A Chicago venne fatto fuori dal thailandese Non Boonjumnong nei quarti, a Roseto umiliato da un ragazzino di 19 anni, l’inglese Joe Saunders che lo imbambolo` in velocita`, facendolo apparire goffo invece che possente. L’azzurro non poteva ripetere l’impresa di Joe, mancava di quell’esperienza che serve come il pane per chi ha appetito. Ha perduto netto (24-5), ma e` stato bravo a darsi una scrollata dopo l’avvio troppo timoroso, cercando di usare l’allungo sinistro che non e` niente male, mentre il destro e` da regolare. Ha dovuto lasciare strada al moscovita che vanta quasi un ventennio di attivita` e oltre 300 incontri in bacheca. Non e` un super, ma un professionista in maglietta, che dovrebbe portare l’undicesimo ticket nel carniere russo, per completare la formazione.

Resta un giorno per conoscere il destino dei nostri due ragazzi, che hanno un compito arduo ma non impossibile. Incrociamo le dita e speriamo di portare a Pechino una splendida mezza dozzina. Che sarebbe un ottimo risultato.

di Giuliano Orlando

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