Eurosport - gio, 10 mag 00:27:10 2007
Mondiali di Melbourne - Reduci dai Mondiali di Melbourne Tania Cagnotto e Cristopher Sacchin si sono gentilmente prestati ad un'intervista tra "sacro e profano", parlando non solo di tuffi
Dopo la piacevole sorpresa arrivata da Melbourne nei tuffi, con due medaglie di bronzo e tanti azzurri in finale, i nostri angeli Tania Cagnotto e Cristopher Sacchin sono rientrati dall"Australia soddisfatti e decisamente grintosi in vista dei prossimi impegni.
Classe '85 e originaria di Bolzano, Tania Cagnotto è salita ancora una volta sul podio nel trampolino da 3 metri, quella che lei stessa definisce "la sua specialità", conquistando un bronzo che è "più bello rispetto a quello di Montreal perché mi sono confermata di fronte alle stesse avversarie che ho affrontato a Montreal due anni fa". Sconfitta alla piattaforma, prova che mette in difficoltà un atleta "sia dal punto di vista psichico che fisico", Tania ha gestito la tensione nel migliore dei modi, "forse è questo l'unico segreto di un tuffatore, perché se ti tremano le gambe non c'è nulla da fare", lottando contro le cinesi, "inarrivabili perché non sbagliano mai". Una vita decisamente impegnata quella della bolzanina che cerca di dividersi tra allenamenti, "di solito sto in piscina tre ore al mattino e altrettante nel pomeriggio, andando in palestra almeno un'ora al giorno", e amici, magari andando a ballare, ma "solo se non ci sono gare". Destinata ai tuffi fin da quando era in fasce, suo padre è Giorgio, uno dei più grandi tuffatori italiani, medagliato agli Europei, alle Olimpiadi e ai Mondiali negli anni '70, Tania non si è mai pentita della scelta quasi obbligata di dedicarsi a questa disciplina e non le pesano neppure il nome o il fatto di avere per allenatore proprio suo papà. "Bisogna aver fiducia nel proprio allenatore e cosa c'è di meglio del proprio padre. Con lui ho un buon rapporto. Litighiamo? Certo come si litiga tra padre e figlia". E quando va male? "Ripensi a quello che hai fatto perché hai buttato via nello spazio di pochi attimi allenamenti di ore, ma poi le soddisfazioni arrivano e allora ti butti negli allenamenti ancora di più per poter fare sempre meglio".
Non meno combattivo Cristopher Sacchin, anche lui di Bolzano ma classe '83. Bronzo ai recenti Mondiali nel trampolino da un metro, l'atleta è riuscito nell'impresa di portare in Italia una medaglia che mancava da più di 20 anni. "E' stata proprio una grande soddisfazione personale. Non me l'aspettavo, ma proprio le cose inattese sono le più belle". Il tuo segreto? "I segreti non si svelano mai". Anche Cristopher passa buona parte della sua giornata diviso tra palestra e piscina, "un paio d'ore al mattino e quattro nel pomeriggio", ma non si vuole certo privare di una sua grande passione la musica. Quando non esce insieme agli amici, o va in moto "ma non per andare forte" come ci tiene a precisare, l'atleta bolzanino studia la batteria e suona in un gruppo, "mi piace il progressive metal". Sacrifici? "Si fanno, ma penso che alla fine li definiscano tali solo quelli che ci guardano dal di fuori. Se una cosa ti piace alla fine non è stressante e la fai volentieri". Deciso a confermarsi nei prossimi appuntamenti Cristopher è un ragazzo che non si guarda mai indietro: "Il passato per me non esiste, io sono così, vivo nel presente. Non si vive bene se si pensa al passato. Non ho nessun rimpianto, sono diventato quello che sono perchè ho preso delle decisioni di cui non mi pento".
Insomma, due angeli che ci fanno sognare con le loro acrobazie ma che hanno le idee ben chiare. Un ultimo appello rivolto da entrambi a tutti: questo sport è spettacolare e ti regala tante emozioni, seguitelo e contribuite anche voi a dargli visibilità.