Per Omar Andreas Narvaez (26+0-2=), 33 anni il 10 luglio, l’ Europa e` stata un bel giardino dorato. Da quando l’argentino di Chubut e` campione del mondo WBO mosca (13 luglio 2002 a spese di Adonis Rivas), delle dodici difese vincenti, ben cinque hanno trovato ospitalita` nel vecchio continente. E stanotte ascrivera` la galiziana Vigo nella sesta casella. Sulla carta la piu` facile, senza nulla togliere al beniamino di casa Ivan Pozo (28+4-), il tasso di classe fra i due e` stridente. Basterebbe il confronto indiretto col francese Brahim Asloum, che ha sbrigato la pratica Pozo con grande sicurezza, dominato per contro dall’argentino nella sfida iridata a Le Cannet nel marzo del 2007.
Ci si chiede con quali motivazioni gli organizzatori spagnoli ritengono possibile un successo del loro beniamino, visto che tutto depone a favore del campione. La prima riflessione e` la difficolta` di rientrare nelle 112 libbre (50.802 kg.) situazione nota e anche la causa del rinvio del match di oltre un mese. Da questa considerazione nasce la speranza di un Narvaez a corto di energie e quindi sottotono. Tutto e` possibile, ma non assoluto. Che il campione di Cordoba sia in lite con la bilancia non e` una novita`. Mantenere lo stesso peso che aveva oltre quindici anni fa, e` quasi un miracolo. “El Huraca`n” militava nei mosca dai primi anni ’90, ancora jr. Nelle manifestazioni in maglietta e` sempre stato un “flyweights”. Dai Giochi di Atlanta nel ’96 (dopo aver superato il dominicano Guzman, si fece battere dall’algerino Assous) a quelli del 2000, entrambi poco fortunati, dal bronzo mondiale del ’97 di Budapest all’argento del ’99 a Houston, quando batte` il canadese Molitor (attuale campione supergallo IBF) e dovette arrendersi in finale all’azero Jumadilov. Non solo, Narvaez, il primo pugile dilettante inserito nella Commissione AIBA a rappresentare la categoria, e` stato uno dei pochi a vincere il torneo cubano “Cardin” nel ’99, e pochi mesi dopo i Panamericani a Winnipeg, superando tra gli altri il cubano Manuel Mantella e Jose` Navarro (USA). La grande delusione di Narvaez fu il mancato podio olimpico. Per raggiungerlo ritardo` di un quadriennio il passaggio al professionismo, ma gli ando` male. Battuto il non certo modesto portoricano Carlos Varcarcel (12-6), trovo` un muro invalicabile nell’ucraino Vladimir Sidorenko (16-10), dalla guardia ermetica e reazioni rapide e precise, che vanificarono la boxe piu` fantasiosa di Narvaez. Entro` nei “prize” a 25 anni compiuti, ma non impiego` molto a farsi largo. Dopo 19 mesi e al dodicesimo match, cingeva la cintura WBO a spese di Adonis Rivas, un nicaraguense che aveva detenuto in precedenza la cintura supermosca e tentava di bissare nella categoria inferiore, avendo conquistato il titolo a interim. Contro Narvaez non ebbe scampo, al Luna Park di Buenos Aires il ragazzo di casa domino` la scena, lo fece contare al 7° round e vinse a mani basse.
Da allora sono passati quasi sei anni e dodici difese attive. Ha espugnato i ring italiani e francesi, adesso punta alla spagnola Vigo. Non sara` piu` il funambolo di un tempo, centellina lo sforzo perche` il suo fisico e` troppo stretto nella categoria, ma alla fine la spunta sempre. Le ultime due difese la ha svolte all’ombra di casa, in quel territorio del Chubut in cui da decenni si trascina una storia di annessioni territoriali dove sono coinvolte anche aziende italiane a cominciare dalla Benetton. I locali chiedono la proprieta` della terra, ma il governo centrale nicchia e nel frattempo pascoli e campi rendono agli stranieri, che hanno investito denaro. Narvaez aveva preso posizione a favore del popolo.
C’e` anche la voglia di superare il record di Monzon, che ha toccato 14 difese e gli argentini in queste faccende sono sensibili. Magari mette nel conto due fight facili a casa e la faccenda e` risolta. Ipotesi, sia chiaro. L’altra questione: il salto nei supermosca e` legato alla WBO, alla quale chiede di essere dichiarato sfidante ufficiale del messicano Fernando Montiel, richiesta al momento inevasa.
Terzo ostacolo lo spagnolo Ivan Pozo che trovera` nella nottata a Vigo. Lo sfidante arriva da quattro vittorie di nessuna importanza. Non citiamo i battuti per carita` di patria, talmente sono mediocri. In realta` Pozo torna per un mondiale dopo la punizione contro Andrea Sarritzu di 22 mesi addietro al Vigorelli. Fu un match durissimo e drammatico, il nostro pugile venne contato in avvio e poi soffri` nel decimo round. Ma Pozo pago` il prezzo piu` alto, groggy per tutto l’undicesimo tempo, venne fermato all’ultimo in condizioni preoccupanti. Ricoverato in una clinica di Milano, vi resto` in osservazione per una settimana. Buon per lui che l’ematoma rientro` senza intervento, ma la paura fu tanta.
Ci riprova e non possiamo che augurargli la vittoria anche se dubitiamo possa farcela. E’ vero che nel pugilato il pronostico non e` mai scritto prima, ma appare difficile trovare un punto a favore di Pozo, salvo la potenza nel destro. Per contro Narvaez e` piu` mobile, imprevedibile e non meno consistente. Vigo, terra di pescatori, e` nota per la tenacia dei suoi abitanti. Se puo` bastare, Ivan Pozo giochera` anche questa carta. Bastera`?
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