MILANO - Ci siamo. Arriva la prima grande sfida della stagione tra Inter e Juve, le due grandi rivali, le due fidanzate d’Italia che domani sera si affronteranno nel trofeo Moretti, il triangolare di Napoli al quale partecipera’ anche la squadra di casa.
E’ solo un torneo d’agosto, ma quando si affrontano Juve e Inter non possono esserci e non ci sono amichevoli. In una lunga intervista rilasciata al quotidiano torinese Tuttosport, il presidente del club nerazzurro, Massimo Moratti, parla della storica rivalita’ con la Juventus. “C’e’ da sempre, sportivamente parlando, una rivalita’ patologica - spiega il numero 1 dell’Inter -, da non confondere con la fortissima contrapposizione dovuta ai fatti che sono successi e che ha messo in ulteriore conflitto le due tifoserie. Una rivalita’ sportiva c’e’ sempre stata e sempre ci sara’, non si puo’ far finta di niente. Fra Inter e Juventus questo odio, anzi no, non parliamo di odio, questa fondamentale contrapposizione ideologica e’ nella storia e mai si potra’ cancellare, basta che non sfoci in violenze, reali o anche solo verbali. Inter-Juventus e’ il calcio italiano. E’ tutto: i ricordi, le emozioni, le ansie, le gioie, i dolori, le rabbie, le commozioni. E’ fascino e spettacolo, e’ il derby d’Italia”. Un derby che Cobolli Gigli e Moratti non seguiranno mai l’uno accanto all’altro. Lo ha detto tempo fa il numero 1 della Juventus: “Moratti mi stia alla larga”. “Una battuta che qui all’Inter qualcuno non ha gradito, ma io l’ho capita - spiega Moratti a Tussosport -. A volte si e’ obbligati a fare battute. Cobolli voleva farsi riconoscere, mostrare ai tifosi la sua juventinita’, risvegliare l’orgoglio della gente bianconera, anche se forse, con questo clima non ce n’era molto bisogno”. Moratti rivela che non va “da una vita” ad assistere ad un
Juve-Inter a Torino. “Colpa della Triade? C’era troppa tensione, andarci era considerato quasi una provocazione, ho evitato di eccitare ulteriormente gli animi. Ora il clima a livello di dirigenti si e’ stemperato, non c’e’ piu’ nessuna preclusione”. Per Moratti la Juve e’ cambiata. “Mi sembra proprio che ci sia stato un mutamento netto, non solo di persone. C’e’ maggiroe simpatia, maggiore pacatezza di comportamenti, il cambio di sostanza e’ evidente a tutti, c’e’ meno arroganza, piu’ ricerca di consenso”. La Juve, pero’, sente di aver pagato troppo e ritiene che l’Inter abbia pagato troppo poco…”Io penso esattamente l’opposto - dice Moratti - In quanto alla Juve hanno deciso i giudici e se non ricordo male le richieste iniziali erano state ben piu’ pesanti, tanto che il loro avvocato ha dovuto chiedere la retrocessione in B con penalizzazione, capisco che questa cosa i tifosi juventini non l’accettino, ma poteva andare peggio. Se la Juve ha pagato di piu’ delle altre societa’ coinvolte e’ perche’ il gruppo. Moggi teneva in mano le redini del discorso. L’Inter con calciopoli non c’entra, per le altre vicende e’ stata giudicata e ha pagato, sempre che fosse colpevole. Recoba e’ stato squalificato, Oriali ha patteggiato e poi negli anni scorsi le societa’ che hanno pasticciato con i passaporti saranno state 27, ma ci si ricorda solo dell’Inter”. Moratti vede un calcio italiano che sta uscendo da “calciopoli, sono resuscitate le speranze di un calcio pulito”, dice di avere “grande fiducia in Collina”, di apprezzare il lavoro del presidente federale Abete, mentre definisce la nomina di Mattarese come presidente di Lega “una scelta d’emergenza per non sfasciare tutto”. Moratti parla
anche di obiettivi (”in Europa non vinciamo da una vita, ma lo scudetto e’ sempre lo scudetto”) e poi parla di mercato e ammette di aver trattato Buffon. “Nedved? Ho letto che Mancini ci ha fatto un pensierino, pero’ al mio tavolo la questione non e’ mai arrivata. Buffon? Ci abbiamo pensato, ma poi abbiamo scoperto le doti straordinarie di Julio Cesar e abbiamo ritenuto che sarebbe stato ingiusto rinunciare a lui”. Restando in tema Inter, Moratti parla di Adriano e dice: “sta dimostrando una notevole volonta’, da scardinare c’e’ solo l’ultimo otacolo che credo sia psicologico”. Il suo pupillo e’ sempre Recoba. “Gli voglio
bene e gli auguro di giocare, mi farebbe un piacere enorme vederlo in campo, per questo gli consigliero’ di trovarsi una sistemazione, ma certo se andasse alla Juve ci soffrirei un po’.
Al Torino sarebbe un’ottima sistemazione”. L’Inter ha soffiato Suazo al Milan, i rossoneri si sono “vendicati” prendendo Pato. “Trovo che per loro sia una grande soluzione, cosi’ Kaka’ - chiude Moratti con una stoccata ai rossoneri - sarebbe piu’ libero
di andarsene altrove se ne avesse la possibilità”.
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