La fine di Marion

Eurosport - mar, 09 ott 15:53:00 2007

E' giunta finalmente alla conclusione la vicenda Jones. La campionessa statunitense, dopo aver confessato il doping, cede le medaglie conquistate a Sidney e accetta due anni di squalifica

ATHLETICS Marion Jones - 0

Aveva annunciato il ritiro. I due anni di squalifica accettati dopo il confessato uso di doping durante le olimpiadi di Sidney del 2000 saranno quindi meno amari a livello sportivo. Non nel morale però.

D'accordo, non è mai facile dire la verità, soprattutto in maniera di doping. Quello che si pretende però è non mentire. Non dire falsità. Marion Jones di bugie ne ha dette tante.

Aveva detto di non aver mai fatto uso di sostanze proibite, di essersi sottoposta a più di un controllo anit-doping senza sapere il perché quando lei era sempre stata pulita.

Tutto falso. Sette anni dopo è venuta fuori la verità. Marion Jones, durante le olimpiadi di Sidney del 2000, era aiutata dal doping.

Lei lo sapeva e non l'ha mai detto. Ora, mentre annuncia il ritiro piangendo, dichiara di aver fatto uso di sostanze proibite. Chiede scusa a tutti e dice di amare l'atletica.

Lo sport, però, non si ama comportandosi in questa maniera. Bisogna essere onesti, con se stessi, con gli avversari e con lo sport in generale. Soprattutto in una competizione come le olimpiadi dove si è guardati da tutto il mondo e dove si è chiamati a rappresentare il proprio Paese.

Due anni di squalifica per un'atleta che ha deciso di abbandonare l'attività agonistica non saranno niente, però sono un forte messaggio. Le medaglie olimpiche restituite (2 ori e 3 bronzi) sono un altro importante segnale.

Marion Jones non esce bene da questa vicenda. Ha preso in giro tutti. E' giusto che paghi. Via le medaglie, basta atletica. Le bugie, da sempre e per sempre, non portano da nessuna parte.

Andrea Tabacco / Eurosport