Con il clima natalizio e'' tempo di giochi come la tombola e il sette e mezzo, ma l''Inter, alla faccia della tradizione, preferisce di gran lunga il poker. Lo squadrone nerazzurro tentenna, e neanche troppo, per un tempo e poi si sbarazza del Torino con un micidiale 4-0.
E pensare che i granata si sono presentati a San Siro con un atteggiamento che ha meravigliato per audacia e convinzione. Un fuoco di paglia pero'', che e'' durato non piu'' di 45 minuti. L''armata interista, come spesso accaduto anche in passato, scalda il motore come un diesel, inizia a punzecchiare la difesa del Torino per poi dilagare nella ripresa. Mancini propone Materazzi titolare per la prima volta in questa stagione mentre Novellino preferisce Di Michele all''ex nerazzurro Recoba, che in settimana aveva lanciato qualche frecciatina contro Mancini. Pesante poi l''assenza di Corini, alle prese con un problema a un piede.
Il Toro, che in questa stagione non ha mai vinto in trasferta, deve aver recepito qualche bella strigliata del suo tecnico Novellino e inizialmente tiene botta con Rosina che scalda le mani di Julio Cesar. Il portiere brasiliano ha un brivido su un tiro cross di Comotto, ma al di la'' di questo, nei 16 metri nerazzurri non si vede un granche''. Il Toro insomma e'' vivo, l''Inter sonnecchia, ma i pericoli per la terza linea di Mancini sono pochi. E proprio quando si pensa di andare all''intervallo sullo 0-0 gli equilibri sono rotti da un fallo, non poi chiarissimo, di Comotto su Ibrahimovic che trasforma il conseguente penalty. La ripresa e'' pura accademia dei campioni d''Italia con le reti di Cruz di testa, del nuovo entrato Jimenez con uno splendido destro e di Cordoba, ancora di testa.
C''e'' tempo anche per l''ingresso in campo di Recoba che si fa notare piu'' per gli applausi che gli tributa San Siro che per qualche spunto in grado di cambiare l''inerzia della gara. Con cinque punti di vantaggio sulla Roma adesso Roberto Mancini vede la fuga, anche se la prudenza non e'' mai troppa: «Cinque punti sulla seconda sono ovviamente meglio di tre - dice il tecnico dell''Inter - ma non siamo neanche alla fine del girone di andata. Tutte le partite possono nascondere incognite e difficolta''. Anche quelle che sulla carta appaiono come la piu'' semplici possono avere insidie. La Roma equivale all''Inter anche se ora e'' dietro e poi non dimentichiamo la Juve che ha il vantaggio di non fare le coppe. Speriamo di rimanere davanti, ma il campionato e'' lunghissimo».
21 gare senza sconfitta e 391 minuti senza subire gol sono numeri importanti. L''armata nerazzurra, anche quest''anno, sembra destinata a un dominio solitario. Entro qualche settimana sapremo la verita''.
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