Champions League - Non è solo questione di soldi

Eurosport - gio, 10 apr 17:39:00 2008

L'Italia saluta la Champions League che non ha mai dato l'impressione di poter vincere. Il gap con l'Inghilterra però non è solo finanziario

FOOTBALL 2007-2008 Champions League Man United-Roma Daniele De Rossi - 0

Lo sport è ciclico per antonomasia e una dimostrazione concreta l'abbiamo avuta ieri sera quando De Rossi, esponente del calcio campione del mondo dal dischetto, regala la semifinale al Manchester United, scintillante rappresentante del calcio più bistrattato dalla lotteria degli 11 metri, tirando alle stelle un rigore, un'utopia di rimonta.

L'Italia saluta la Champions League e lo fa senza averne mai preso veramente le misure, senza aver dato la percezione di poterla agguantare perchè all'altezza della situazione fino in fondo. Si fa presto a dire soldi, per spiegare la superiorità schiacciante del calcio inglese. E' un alibi allettante, comodo e discretamente spendibile con i tifosi preoccupati del gap palese e crescente con il calcio d'oltre Manica.

La distanza con l'Inghilterra non si misura in dettagli, si misura in anni di arretramento che rischiano di diventare anni luce. Il Pianeta Calcio in Italia è la quinta azienda del paese per fatturato ma ha una mentalità obsoleta e anacronistica in cui la parola programmazione provoca diffuse idiosincrasie. E' come se sulla timeline del progresso calcistico, la Serie A fosse ferma a fine anni 90.

La capacità finanziaria è fondamentale, ma non è la radice dell'immobilismo nostrano. L'origine della discrasia sta nello scarso appeal del prodotto calcio in Italia. Come si può pensare che attiri investitori un giocattolo stanziale, burocratico e concentrato sulla contingenza? La vittoria del Milan dell'anno scorso è stato un evento quasi dannoso per il movimento azzurro perchè ha obnubilato le menti, nascondendo la coltre di polvere sotto un tappeto sempre più striminzito.

La rivoluzione potrebbe anche partire dal basso, dai tifosi che difficilmente digeriscono orizzonti che prescindano dal tutto e subito. Le persone si annoiano allo stadio, si lamentano del calcio usa&getta, sognano e pretendono allo stesso tempo. Serve un patto tra tutte le componenti di questo sport. Serve un presidente coraggioso che chieda/imponga ai tifosi pazienza e lungimiranza per smettere di applicare cerotti e iniziare a disegnare orizzonti.

Michele Gazzetti / Eurosport