Una serata perfetta al PalaLavinium di Pomezia un tiro di schioppo da Roma. Perfino Davide Buccioni, che non puo` certo definirsi un tenerone, quando il sinistro di Vittorio Oi ha trovato lo zigomo di Cristian Costarelli e lo sfortunato ligure e` piombato al tappeto, ha avuto un’esclamazione di giubilo e sorpresa. Il colpo che non ti aspetti, perche` nel repertorio di Oi ci sono i toni musicali del tocco di classe, non certo la potenza del picchiatore. Invece contro il piu` giovane Costarelli, gia` dal primo round, si leggeva nello sguardo di questo ragazzo di 34 anni, la volonta` assoluta di vincere. Il cosfidante in avvio aveva temporeggiato per capire la direzione del vento offensivo di un avversario che forse si aspettava meno irruento. Ma non ne conosceva le motivazioni che albergavano nell’animo di Vittorio che voleva e doveva offrire alla sua famiglia a suo padre e a tutti quelli che lo hanno sempre sostenuto, il segno tangibile di non essere un campione di carta.
Non importa se ha staccato la spina per una dozzina d’anni, se il “come back” sembrava un tentativo velleitario e poco in linea con la logica del tempo. Gia`, questa scommessa verteva sul nicname che si era dato: “The Time Machine” e alla fine e` passato alla cassa a ritirare il premio. Per la gioia di Carmelo Farris con quale ha macinato ore e ore di ripetute e guanti all’ombra dell’Audace, senza dimenticare il suo scopritore Silvano Falloni nel gym di Torvajanica. Boxe e sentimenti non finiscono mai di correre su parallele infinite. Oi ha versato lacrime di felicita` e adesso puo` finalmente raccontare che un traguardo lo ha tagliato anche lui per primo. La Coppa Italia e` trofeo nato per lanciare i giovani, ma serve a tutti. Costarelli e` stato la vittima di un tifone nel quale ha fatto da parafulmine, ma i suoi 24 anni gli consentono di non perdersi d’animo. Sotto la guida di Sergio Cavallari potra` risalire la corrente.
Per Davide Buccioni una vittoria in cui credeva molto, anche perche` ancora gli brucia la sconfitta del suo Simone Califano, contro l’emergente Pasquale Di Silvio. Guerra alla romana, col primo capitolo al pugile del gruppo Casamonica e Spada, societa` d’azione in guantoni, col vezzo di vincere. Ma Califano fra non molto tornera` in corsa per la rivincita.
Non e` dispiaciuto neppure l’armai mediomassimo Max Buccheri che ha regolato in bello stile un Corrado Tabuso il cui merito e` stato quello di saper soffrire quando nell’ultimo round il quarto, il pugile di Castelbruciato ha dato consistenza alle serie in precedenza solo accennate. L’impianto di Pomezia ha accolto un bel numero di spettatori, con un bordo ring di tutto rispetto, dalle splendide vallette sul ring, ai noti Della Rosa e Petrucci che hanno raccolto un mare di applausi, e pure il neo promosso a Pechino, il generoso Alessio Di Savino ha goduto del suo momento di popolarita`.
Applausi anche per i dilettanti, che hanno assolto molto bene il compito di creare l’atmosfera per i professionisti. Due pareggi iniziali tra Colacei (Phoenix) e Mazzetti (Roma Tricolore) nei gallo e Liburti (Frosinone) e De Simone (Phoenix) superwelter. Nei piuma Garofalo Phoenix) si impone su Borgese (Zompatore) e Guainella (Audace) batte l’abruzzese Trabucco. Impattano i welter Romito (Phoenix) e Iacovissi (Frosinone).
La Buccioni Boxe chiude un capitolo e si prepara ad aprirne un altro. Il 7 giugno al Centralino del tennis di Roma grande evento con la difesa della cintura UE welter di Daniele Petrucci (20+) contro l’esperto e ancora valido irlandese Neil Sinclair (31+6-) che vanta una sfida mondiale con Daniel Santos, il giustiziere del nostro Parisi nel 2000 e rappresenta il test piu` impegnativo per il pupillo di Buccioni. Nel programma figurano altri beniamini dei romani.
di Giuliano Orlando
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