L’illusione e` come l’amore: totalmente cieco. Gli organizzatori galiziani hanno fatto ponti d’oro a Omar Narvaez, affinche` mettesse in palio la cintura mondiale WBO dei mosca. Al corsaro mancino di Chubut, 40.000 euro fanno sempre comodo. Non perche` sia in stato di poverta`, tutt’altro, finanziariamente galoppa bene, ha investito da buona formica, anche se gli scossoni speculativi argentini, gli hanno tolto qualcosa. Comunque sia, vista la facilita` con cui ha disposto dello sfidante, Ivan Pozo, che nella sua Vigo tentava l’impresa impossibile, ha avuto appena il tempo di scaldare il motore, che la fatica era terminata. Otto riprese e` durato il sogno e forse meglio il tormento. Pozo ha fatto la parte dell’allievo impacciato e incapace di trovare la contromossa alla varieta` offensiva di Narvaez che e` diabolico e suggestivo quando capisce che non ci sono pericoli sul fronte opposto. Infatti sul ring del Pabellon Central si e` visto un solo pugile, l’ospite campione, che ha sviscerato tutto lo scibile sul povero spagnolo che ha alzato bandiera bianca all’ottavo gong, stanco e sbattuto come un fuscello.
Ne valeva la pena? Per i promoter certamente. Al cuore non si comanda, anche se ti prosciuga il borsello. Adesso Ivan Pozo torna nel circuito europeo, perche` la sconfitta non sembra avergli dato consigli diversi. Non e` vecchio, ma sembra al tramonto. Una considerazione statistica che riguarda il campione argentino, giunto alla 13° difesa senza macchia. Cosa fara` in futuro? Alla domanda non ha dato una risposta chiara. Ha sorriso e aperto le braccia. Tutto e` possibile. Se il WBO gli conceda il ruolo di sfidante nei supermosca contro Montiel il messicano, allora chiude l’ambizione di affiancare Carlos Monzon e si getta nella nuova avventura che non sara` troppo facile. Perche` non avra` emuli di Pozo, ma un campione tosto dalla sconfitta rara. C’e` un rimpianto: la sconfitta di Andrea Sarritzu contro Bernard Inom nel momento in cui si riapre la possibilita` mondiale nei mosca. Purtroppo la situazione e` questa e per un tempo abbastanza lungo, dovremo fare da spettatori.
di Giuliano Orlando
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