Eurosport - mar, 10 giu 18:09:00 2008
Dopo la maxi rissa di Istanbul del 2005, Turchia e Svizzera si affrontano con un unico obiettivo: vincere, e sperare nella qualificazione al secondo turno. Tanti gli assenti importanti sia per Kuhn che per Terim
Non è una partita come le altre: la maxirissa di Istanbul del 6 novembre 2005 fu una delle pagine più nere del calcio recente. Spareggi per i mondiali tedeschi, la Turchia vince 4-2 ma per effetto del risultato della gara d'andata (2-0 per gli elvetici a Berna) alla fine della partita di ritorno in campo accade di tutto. Botte da orbi per diversi giocatori svizzeri un paio dei quali addirittura costretti al ricovero, e una pesantissima denuncia che parlava di colpi ricevuti anche da addetti al campo e alla sicurezza e persino di alcuni poliziotti.
La Turchia vene punita con sei giornate di campo neutro e porte chiuse (poi ridotte a tre), 140mila euro di multa con Alpay e l'ex interista Emre fermati per sei turni, Balci per due, e l'allora vice allenatore Ozdilek interdetto da ruoli ufficiali per un anno. Tra gli elvetici era stato punito, anche lui per sei turni, Huggel, che reagì colpendo con un gran calcio alla schiena Alpay.
Inevitabile che la vigilia di questa gara sia tesa e che le dichiarazioni della vigilia risentano dei ricordi non proprio edificanti di quanto accaduto due anni e mezzo fa.
Ricorda tutto molto bene Terim, che anche allora era commissario tecnico della nazionale turca, anche se preferisce guardare avanti: "E' un episodio ormai vecchio, che non si può dimenticare ma credo sia giusto sottolineare che l'importanza di questa partita non sta in quello che è accaduto anni fa".
Anche gli svizzeri dicono di avere rimosso l'episodio: "E' un'altra partita, un altro stadio, in un'altra competizione - dice il difensore svizzero dell'Arsenal Philippe Senderos - noi come loro ci giochiamo moltissimo. Sarà una gara decisiva, e vogliamo solo pensare a vincerla. Non ci interessa altro!"
In Svizzera tuttavia qualche preoccupazione di ordine pubblico sicuramente c'è: ci si aspetta l'arrivo di molti tifosi turchi, soprattutto dalla vicina Germania: "Siamo molto attenti - dice il portavoce della polizia elvetica Guido Balmer - e stiamo facendo tesoro di tutte le informazioni che ci stanno arrivando dagli altri paesi".
Nei ritiri si pensa a preparare la partita, che è decisiva sia per la Turchia, sconfitta dal Portogallo 2-0, che per la Svizzera, battuta 1-0 dalla Repubblica Ceca. I rossocrociati saranno costretti a rinunciare a Frei dopo il grave infortunio rimediato nella partita di venerdì, Streller è solo parzialmente recuperato e Kuhn potrebbe doversi affidare a una coppia quasi inedita composta dal fantasista Hakan Yakin e dal 19enne Eren Derdiyok che, tra l'altro, sono entrambi nati in Svizzera ma da una famiglia turca.
Anche la Turchia ha gravi problemi di formazione, soprattutto in difesa: gli infortuni di Gokhan Zan e Servet Cetin costringeranno Terim a cambiare tutto il reparto con i probabili inserimenti di Asik e Sarioglu. Anche Altintop, decisamente in ombra contro il Portogallo per via di un infortunio solo parzialmente recuperato non dà molte garanzie. Saranno dunque le panchine, su entrambi i fronti, a giocare un ruolo decisivo.
Commenti 1 - 2 di 2
Forza Turkey, dovete passare il turno!!!
l' inciviltà e l' intolleranza dei turchi è estremamente pericolosa, vediamo se hanno il coraggio di ripetere quell' attacco vigliacco a casa degli svizzeri.
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