David Richards, capo della Aston Martin e della Prodrive, e Hugues de Chaunac, fondatore di Oreca, partecipano alla 24 Ore di Le Mans con un’idea in testa : raggiungere nel 2010 o nel 2011 la F1. Richards vuole prendersi una rivincita dopo due passaggi frustranti come team manager alla Benetton (1998) e alla BAR Honda (2002-2004). Costituirebbe il punto d’orgoglio di una lunga carriera iniziata come navigatore di Ari Vatanen ed in seguito ritmata dai successi della Prodrive nel WRC con la Subaru e nell’endurance con Ferrari e Aston Martin.
Anche De Chaunac ha brillato un po’ ovunque. Ha fatto debuttare Alain Prost, fatto vincere una Mazda a Le Mans, una Dodge Viper a Daytona, delle Seat nel WTCC, delle BMW sul ghiaccio, ha preparato delle vetture per la Dakar. Come Richards possiede un’azienda solida e dei partner fedeli. I due uomini hanno quindi il profilo ideale per entrare nella F1 rivista e corretta da Mosley ed Ecclestone : un campionato senza grandi costruttori, troppo esigenti, ma con artigiani di talento. Proprio come ai vecchi tempi in F1 con Jack Brabham, Colin Chapman e Ken Tyrrell.
“In F1 i grandi costruttori dominano la situazione, è la legge del più ricco e distruggeranno lo sport se non stiamo attenti,” dichiarava Richards il mese scorso alla 1000 km di Spa, mentre le sue Lola con motore Aston Martin preparavano le 24 Ore di Le Mans.
Per finanziare il suo sogno, Richards può contare sugli amici del Golfo, quelli che lo hanno aiutato ad acquistare la Aston Martin. Ma itempi sono cambiati e ormai è pronto per la nuova F! modello ‘basso costo’. La Prodrive ha quindi tutte le sue chance di figurare venerdì nella lista degli iscritti al campionato 2010. De Chaunac invece, ha incontrato Max Mosley e Bernie Ecclestone ma è meno avanzato sul suo progetto che sperava di annunciare in autunno. Non dovrebbe essere pronto prima del 2011 e non intende parlare di F1 a Le Mans.
Oreca fa correre quest’anno a Le Mans due piloti di 25 anni che hanno brillato nel GP2, Bruno Senna e Nicolas Lapierre. Nell’ufficio studi di Signes, nei pressi del Paul Ricard ci sono ingegneri eccellenti e a Parigi, nei ministeri, alcuni hanno nostalgia della Francia che vinceva in F1, grazie a Prost o alla Renault..
Se la Renault, abbandonata da ING, dovesse lasciare la F1, si libererebbe un posto per Oreca. Inoltre, se il GP di Francia dovesse tornare nel calendario, i partner sarebbero più motivati. Il tutto dipenderà anche da un’eventuale ripresa dell’economia. Ma De Chaunac e Richards sono due imprenditori ottimisti…


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Commenti 1 - 3 di 3
@ NUVOLARI: non so te, ma io li ho visti quei granpremi, sai ogni tanto li ritrasmettevano, poi c'erano le videocassette e molto altro. Se vuoi un assaggio, basta che vai su youtube e vedi tutto ^_^
La ferrari non è un mito, un mito è quando qualcuno domina per molto tempo e poi lascia. Van basten è un mito, maradona, pelè, schumacher, senna, mansell ecc... loro sono miti, la ferrari non lo è perchè corre ancora. Questo è italiano u_u
Che @#$% dici l´unico mito che resiste dopo tanti anni é solo Ferrari,se sei dell`83 non hai visto niente di mitico.ciao
in questo articolo condivido pienamente questa frase:
"un campionato senza grandi costruttori, troppo esigenti, ma con artigiani di talento. Proprio come ai vecchi tempi in F1 con Jack Brabham, Colin Chapman e Ken Tyrrell."
mi ha fatto venire i brividi....sono dell'83, ma quelle scuderie sono miti dell'automobilismo...
piuttosto farei due F1, uno solo per costruttori (ferrari, mercedes, BMW...ecc ecc) dall'altra solo preparatori come williams, lola, brabham....penso che queste ultime darebbero più spettacolo.
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