Bologna, 10 giugno 2009 - LAVORARE con lentezza. Era il titolo di una canzone di Enzo Del Re, dal 2004 è anche un film di Guido Chiesa e da qualche giorno pare che sia il motto che regna sovrano sul Bologna calcio. Per un intero campionato, la città del tifo rossoblù, appena riemersa dalla serie B, ha sofferto pene indicibili seguendo una squadra nata senza un perchè, presa a schiaffoni da chiunque la incontrasse e infine approdata alla salvezza grazie allintervento della divina provvidenza, che ha assunto le sembianze di un pallone caduto dal cielo sui piedi di Volpi e quelle del genoano Milito, che ha steso il Torino. I 24 gol di un sensazionale Di Vaio, da soli non sarebbero bastati. Il Bologna che è uscito illeso, non si sa bene come, da una delle peggiori annate della sua lunga storia è stato amnistiato a lungo da pubblico e critica. Nel conto dei generosi era finita la tormentata estate vissuta a livello dirigenziale e linesperienza dei profani. Andava da sè che la parentesi del volemose bene, del remiamo tutti nella stessa direzione per il bene del Bologna si chiudesse alla fine dellultima e decisiva partita con il Catania. CHI NON AVEVA infierito su una squadra e su una società chiaramente in forte difficoltà, si aspettava che i Menarini e il loro ridotto staff dirigenziale spedissero subito qualche segnale di riscossa, che trovassero il modo per comunicare con efficacia che la lezione era servita e che il pentolone del riscatto era già in ebollizione. Invece, niente. Calma piatta. Nulla da mettere sul piatto della riscossa, come se la salvezza avesse premiato uomini, programmazione e idee. Buona parte della tifoseria è perplessa, in attesa degli eventi, ma cè anche qualche gruppo convinto che dietro la navigazione a vista del club ci sia una dirigenza con poche ambizioni e senza un programma di rilancio. La conferenza stampa allinsegna del nulla cambi perchè tutto cambi, con cui la presidente Menarini ha aperto la nuova stagione, ha raggelato lentusiasmo e ha moltiplicato le preoccupazioni. NEL BOLOGNA lavora un solo uomo esperto di calcio, che è Fabrizio Salvatori. Neppure lui, pur deresponsabilizzato da chi pensava di poterlo sostituire nel ruolo di direttore sportivo, viene da una stagione felice, eppure è il solo, adesso, a doversi occupare di cessioni, di strategie calcistiche, di tenere i rapporti con lallenatore, di ascoltare i procuratori di mezzo mondo, di scovare eventuali affari e di essere lucido abbastanza da capire quali trattative nascondono le insidie che un anno fa il Bologna non seppe evitare. E daccordo che Salvatori sia ben pagato dal contratto che Cazzola gli propose come premio promozione, ma un buono stipendio non significa che il direttore sportivo sia uno e trino, anche se al suo fianco si è messo il Papa come tecnico. DUNQUE, la protesta dei bolognesi sta montando. I gruppi «Forumrossoblù.org», «Federossoblù.com», «Zerocinquantuno.it» e «Bolognanel cuore.leo.it», che convogliano sui loro siti pareri, discussioni, critiche aperte al pubblico, hanno pagato lo spazio di unintera pagina sul nostro giornale. Lultima, oggi, del fascicolo sportivo, nella sola edizione di Bologna. Dunque, hanno compiuto anche uno sforzo economico pur di denunciare il loro drastico calo di entusiasmo e di spronare la società a riscattarsi attraverso una strategia e una programmazione oggi latitanti Il Bologna, scrivono, si è ripresentato con la stessa struttura della passata stagione e con le stesse facce: comè possibile, si domandano, considerare una risorsa la continuità con un recente passato pieno di errori. MA, come si diceva, lansia dei tifosi rossoblù non è la stessa della società. Ieri patron Menarini è stato in sede per quattro ore e alla fine della riunione ha detto: «Per la prossima settimana il piano societario dovrebbe essere pronto». E questo che preoccupa i tifosi: anche lanno scorso il Bologna lavorò con lentezza, eppure non si mise al riparo da clamorosi errori. Fin qui, nessun segnale di svolta. Sul fronte del mercato il Bologna punta deciso al brasiliano Barreto. Il bomber del Bari neo promosso (23 gol all'attivo) ha 24 anni, un passato all'Udinese e caratteristiche da secondo attaccante di movimento che si concilierebbero con quelle di Di Vaio. Il Bologna sarebbe pronto a pagare 5 milioni di euro per la metà del cartellino. E' chiaro che in questo caso Osvaldo potrebbe essere ceduto al miglior offerente.
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