’Nonnetta, nonnetta, ritmo…ritmo’. Dovendo pensare ad un’utile esortazione da rivolgere alla squadra rosanero in vista della delicata sfida di sabato contro la Roma, come non poteva balenarci alla mente e filtrare attraverso i nostri condotti uditivi (le orecchie, per chi non afferrasse) l’indimenticabile voce di Alberto Sordi, l’Albertone nazionale, mentre canta la sua Nonnettina paralitica? ’Oh nonnettina, nonnettina mia, tu sei tanto stanca non puoi camminar, ma ritmar, ritmar come vorrai’. L’inconfondibile cadenza capitolina del compianto attore comico italiano si adatta perfettamente all’occasione non solo per questioni prettamente ‘geografiche’ (peraltro Sordi era un gran tifoso giallorosso), ma per quell’invito al ritmo, ritmo e al ritmar come vorrai (o come si vorrebbe) che – al momento – sembra poter essere l’unica vera micidiale arma in mano ai giocatori di mister Ballardini per opporsi con successo allo squadrone romanista. E questo perché i rosa dovrebbero presentarsi sul prato del Barbera in condizioni assai diverse rispetto a quelle dell’attempata protagonista paralitica del motivetto sordiano. Dopo i carichi di lavoro decisamente proibitivi, sopportati durante il precampionato predisposto dall’ex tecnico Stefano Colantuono (responsabili, secondo l’analisi del presidente Zamparini e dei suoi consiglieri nazionali top-secret, degli approcci ‘molli’ alle gare contro Ravenna e Udinese), adesso la squadra dovrebbe iniziare a prendere maggiore scioltezza e, smaltito l’abnorme accumulo di acido lattico nelle gambe, apparire più scattante, brillante e – si spera – briosa del solito. Che l’aspetto fisico sia un fattore di evoluzione in positivo per la condizione generale del Palermo, ne è convinto pure il neo-arrivato Davide Ballardini, il quale - già nel giorno del suo approdo in Sicilia - dichiarava: “Credo che la squadra stia bene fisicamente, non credo sia poi così appesantita. Non credo sia questo il problema. La squadra è stata preparata bene, si tratta di proseguire con il lavoro”. Un misto di convinzione personale e rispetto per l’operato del collega suo predecessore. Ma è anche vero che con il ravennate a dirigere le sessioni di allenamento, qualcosa nelle metodiche di preparazione è cambiata. “Per due giorni abbiamo lavorato molto con la palla, cambiando qualcosa anche tatticamente”, ha rivelato due giorni fa Giovanni Tedesco. E ieri Simplicio ribadiva: “Col nuovo mister stiamo cambiando qualcosa, nuove soluzioni”. La Roma è alle porte e nonostante l’avversaria giallorossa non arrivi alla sfida del Barbera nelle migliori condizioni possibili, sia a livello generale che di singole pedine (Totti esce giusto in questi giorni dalla convalescenza per l’infortunio rimediato in Supercoppa con l’Inter; Taddei non è al meglio; Doni ha qualche problema al ginocchio; Juan e Bapstista tornano solo venerdì dagli impegni con la nazionale carioca e in più il difensore ha subito proprio in nazionale un affaticamento muscolare; Menez è ancora un corpo ‘estraneo’ da integrare quanto prima), la consapevolezza di dover sfoderare la migliore prestazione possibile, da un punto di vista fisico, morale, tattico e tecnico, per superare l’ostacolo è assai elevata nella truppa rosanero. Insomma, per farla breve, occorrerà ritmo, ritmo e ancora ritmo. Sempre Simplicio, dalla conferenza stampa di ieri: “Dovremo correre tantissimo, avere la grinta giusta ed essere attentissimi. Non possiamo sbagliare”. Ne va anche dell’immagine di una squadra che davanti al proprio pubblico, per la prima stagionale in casa, vorrà ribaltare i giudizi negativi ricevuti dopo le prime uscite ufficiali della stagione. Da questo punto di vista, anche la Roma è in cerca di riscatti morali: la banda Spalletti, benché partente con i favori dei pronostici e della critica, ha collezionato due esordi deludenti, in Supercoppa e in campionato. “Sarà una partita nervosa perché da un lato ci sarà il Palermo all’ennesimo cambio in panchina con Ballardini che vorrà iniziare subito bene, dall’altro una Roma che viene dalla sconfitta in Supercoppa e dal pari interno con il Napoli. Quella giallorossa è una piazza difficile ed i tifosi già pressano perché vogliono tornare alla vittoria. Le due squadre sono partite male e quindi credo che la partita si giocherà molto sul terreno psicologico”. La valutazione è stata espressa attraverso le colonne del Giornale di Sicilia da uno che di calcio e di ambiente romanista qualcosa ne capisce: il sor Carletto Mazzone. Se il nervosismo potrebbe esser dunque l’elemento boomerang di questa sfida, pronto a ritorcersi contro la contendente che meno sarà in grado di gestirlo, oltre al ritmo elevato un’altra importante componente da mettere sul piatto per assicurarsi la vittoria sarà la calma…e gesso. Da questo punto di vista, le doti caratteriali di mister Ballardini dovrebbero fornire ampie garanzie. “Sul nuovo tecnico ho delle sensazioni molto positive, la prima impressione è stata ottima. Ha trasmesso serenità e tranquillità al gruppo. Viene qui con grande voglia e umiltà”, nulla è più attendibile di una voce diretta dei protagonisti in campo e questa è sempre quella di Giovannino da Pallavicino. Ma anche il presidente ha da subito puntato molto sulle doti di equilibrio dell’ex tecnico del Cagliari (d’altronde le referenze gliele deve aver girate il suo vulcanico amico Cellino): “Con Colantuono notavo un ambiente non al massimo delle condizioni mentali, serpeggiava nervosismo, e molto nervoso era proprio Stefano. So che cambiando si corrono sempre rischi, ma ho ritenuto l´unica scelta da fare in quel momento”. Anche Mazzone ha dato il suo imprimatur all’investitura di Ballardini come uomo giusto per la panchina del Palermo: “Gli allenatori che firmano i contratti per caso non sanno che Zamparini è un presidente vulcanico? Io credo che anche Ballardini sappia a quale rischi va incontro. Non trasformiano gli allenatori in vittime. C’è chi dice che Ballardini sia un po’ inesperto? Non sono d’accordo. Cagliari è stata per lui una bella palestra. La scorsa stagione ha salvato una squadra giocando anche meglio della Roma e dell’Inter. Non lo conosco personalmente ma a Palermo farà bene”. Intanto, il neo-allenatore è chiamato a far bene con il materiale umano che si trova a disposizione. Certo, in vista di una gara così importante e delicata e avendo preso in mano la squadra da appena una settimana, non è stato il massimo aver dovuto fare a meno di giocatori come Bresciano, Lanzafame, Nocerino e Mchedlidze impegnati con le varie nazionali e Budan ancora alle prese con i guai fisici alla caviglia. Fortunatamente sembra recuperato Carrozzieri, pronto a riprendere il suo posto al centro della difesa. E anche Amelia pare aver smaltito il problema alla schiena che lo aveva messo ko in nazionale. Ma in quest’ultimo caso l’alternativa-Fontana è più di una semplice garanzia. Guardando agli uomini che, invece, sono sempre stati disponibili per tutte le possibili prove del tecnico, nell’ottica della sfida con la Roma potrebbe tornare utile la propensione al calcio ‘bailado’ di tre uomini dai piedi d’oro: Simplicio, Cavani e Miccoli. Il brasiliano il samba ce l’ha nel sangue per ereditarietà genetica: se a quello unisse una maggior convinzione nei propri mezzi e l’emergere di una condizione via, via sempre più accettabile, non c’è dubbio che (come già sottolineato da noi di Mediagol) quest’anno riuscirebbe a togliersi parecchie soddisfazioni sfuggitegli negli ultimi campionati, riguadagnando gli apprezzamenti del presidente. Cavani non sarà un ballerino di samba perché è uruguaiano, ma almeno con il tango se la dovrebbe cavare (o per quello ci vogliono esclusivamente gli argentini). Basterebbe che Edi mettesse dentro almeno una delle palle che gli capitano sotto porta per passare dal ruolo di comparsa a quello di primo ballerino. E infine lui, il Pibe de Lecce, Fabrizio Miccoli che un errore della cicogna a fatto sbarcare in quel di Nardò, quando invece l’atterraggio era stato previsto a Rio de Janeiro. Il numero dieci, anche lo scorso anno, ha dimostrato che, qualunque sia il suo momento di forma, le sfide contro le grandi lo esaltano (il Milan ne sa qualcosa): non resta che sperare una conferma del trend. Per il momento questo è il potenziale per dar vita al ‘Carnevale’ rosanero, in attesa che poi a gennaio arrivi Nilmar. Volendo concludere con una formula particolarmente adatta a dare la carica alla squadra e all’ambiente per un’ottima riuscita dello sgambetto alla Roma, ritornerei alla citazione del mitico Albertone, nella sua ineguagliabile interpretazione ne ‘Il presidente del Borgorosso Football Club’, quando - per far crescere l’adrenalina nello spogliatoio e suscitare lo spirito battagliero dei suoi atleti - intonava questa graziosa filastrocca: “Chi non lotta con coraggio non si merita l’ingaggio. Chi non lotta con vigore è peggior di un traditore. Chi si estranea dalla lotta…è un gran fijo de na m…!”
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Commenti 1 - 5 di 5
a magù,non leggi gli articoli,li giudichi dal titolo,e metti già le mani avanti,con gli arbitri?
non è che sei, una punta fregnone?
a maguuuu,facce sognà.
nun me va de leggelo è troppo lungo, comunque dal titolo me pare na stronzata....ci vuole altro per batterci (gli arbitri)
certo.... le capacità e lo spirito x battere la Roma non mancano..... forse servirebbe un pò più di convinzione all'interno della squadra... soprattutto in Cavani e Simplicio..... 2 giocatori che potrebbero dare di più alla squadra. Spero tanto al grande colpaccio di sabato pomeriggio anche xkè il Signor Totti mi stà sulle p...e!!!
"che un errore della cicogna a fatto sbarcare in quel di Nardò, "
se la cicogna sbaglia non me ne importa nulla, meglio non sbaglino i redattori di questo spazio...
mah,secondo me pareggiano,la paura fa novanta.
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