Sorelle d''Europa. Brave e belle Napoli e Palermo, evidentemente ci tenevano a rivedersi. Trentacinque anni dopo l''ultimo confronto in serie A il Barbera si veste a festa e ci offre una partita spettacolare e combattuta. La vince il Palermo, incerottato fino al collo e inorgoglito dalla voglia di seconde linee del calibro di Brienza e Tedesco. Finisce 2-1, ma per il Napoli non e'' una bocciatura: ha ribattuto colpo su colpo, lottato e sofferto e non ne esce ridimensionato. Non fosse stato per quella dormita generale dove il piccolo Tedesco e'' diventato gigante, sarebbe finita diversamente.
Merito al Palermo, capace di rinunciare a Miccoli, Amauri e Bresciano senza farsene nemmeno accorgere: per la verita'' Cavani non e'' il brasiliano, ma se Miccoli e'' il Maradona del Salento Brienza ha fatto quello del Barbera mandando ai matti Gargano e compagnia. Il resto l''ha fatto Tedesco (che bello poi, nella sua Palermo), in assoluto il miglior centrocampista d''inserimento della serie A. Solo che gli anni pesano e allora non parte sempre dall''inizio. Stavolta l''ha fatto e si e'' sentito: ha pareggiato il tuffo spericolato di Bogliacino con un destro sporcato da Savini, ha regalato i tre punti al Palermo con una delle sue rinomate incursioni mentre quelli in maglia azzurra se la prendevano comoda. Giuisto cosi'', il Palermo e'' stato piu'' squadra: sul groppone anche due pali che hanno caratterizzato uno spettacolare primo tempo.
Il Napoli non ha retto: l''esame da grande per ora e'' rimandato, ma per l''Europa c''e'' posto. Colantuono adesso la sogna, quando per qualche attimo era gia'' pronto con la valigia in mano. Bella partita, finisce 2-1. Giusto cosi''.
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