Qualificazioni Euro 2008 - Tempo di preghiere

Eurosport - sab, 10 nov 13:45:00 2007

Inghilterra a un passo dall'esclusione da Euro 2008: i Leoni guadagneranno il pass per Austria e Svizzera solo battendo la Croazia a Wembley e sperando che la Russia perdan dei punti nelle sfide contro le già eliminate Israele e Andorra

FOOTBALL Euro 2008 Russia-England Micah Richards - 0

"Non dipende più da noi, possiamo solo sperare e pregare". Parole di Wayne Rooney, che fotografano terribilmente il baratro in cui sta per cadere l'Inghilterra, vicinissima all'esclusione dagli Europei 23 anni e 5 partecipazioni consecutive dopo la disfatta sulla strada di Francia '84.

Ovviamente, il principale imputato è McClaren, che qualcuno sull'onda dell'entusiasmo per la finale mondiale di rugby vorrebbe calciare addirittura in touche; ma più in generale la sconfitta in Russia ha scoperchiato un vaso di pandora dal quale sembra non potersi salvare nessuno.

Il ct ha delle colpe colossali, addirittura superiori al suo predecessore Eriksson che con tonnellate di errori riuscì comunque a qualificarsi per tre manifestazioni in 6 anni, la principale delle quali, tralasciando le piccate accuse di incompetenza che nessuno gli muoveva quando solo due anni fa portò il Middlesbrough in finale di Uefa, sta nel essersi sempre fatto influenzare troppo dalla pressione mediatica nelle sue scelte.

Basti pensare alle sue esclusioni più eccellenti, a partire da Beckham, colui che con i suoi calci di punizione ha segnato tutte le tappe più importanti della storia recente della nazionale (alla Grecia per qualificarsi al Mondiale del 2002, a Paraguay ed Ecuador durante Germania 2006), finendo con Lampard, il meno coccolato dalla stampa britannica rispetto all'intoccabile Steven Gerrard in una coppia che è passata dall'essere considerata la più forte del mondo ad essere bollata come incompatibile.

Vedendola così, la sostituzione del manager con il citatissimo Mourinho risolverebbe tutto, ma riflettendo maggiormente, le colpe del ct vanno quantomeno divise con una Federazione che per bocca di Barwick, colui che tentò di licenziare Eriksson prima del mondiale e fallì nel far firmare Scolari quando Felipao si sentiva già in partenza per Londra, ha supportato ancora una volta il manager, attaccandosi all'arbitraggio scandaloso di Medina Cantalejo, come se fosse tutta colpa dell'errore comunque evidente e pesantissimo del fischietto spagnolo.

A ruota vengono le critiche per l'ormai atavica mancanza di un portiere affidabile, per l'errore di aprire sconsideratamente le porte della Premiership ai calciatori stranieri, per la mancanza di spirito di squadra: tutti tasselli di un mosaico nerissimo, che lascia il popolo che inventò il calcio a tifare Israele perché fermi la Russia, come se fosse scontato battere la Croazia a Wembley.

Stefano Borghi / Eurosport