Coppa Italia - Si scrive la storia: Coppa Italia all'Air

Eurosport - lun, 11 feb 12:42:00 2008

L'Air Avellino sbanca il PalaMalaguti 73-67 e conquista la prima Coppa Italia della storia della società campana

BASKETBALL Air Avellino Alex Righetti - 0

"E pazzesco. Alleno da 25 anni e mai mi sarei immaginato una cosa simile. Ora potrei anche smettere di allenare e aprire un'edicola in Finlandia". Matteo Boniciolli è in lacrime, mentre si aggira sul parquet del PalaMalaguti invaso dai 2.000 tifosi dell'Air Avellino al fischio finale. Devin Smith solleva il premio di MVP, Radulovic abbraccia la propria bambina e Marques Green dedica la vittoria alla famiglia e ai tifosi. Non è il vostro normale dopo-gara di una finale di Coppa Italia, ma ormai, quest'anno, Avellino è diventata ufficialmente una grande realtà.

"E' un piccolo premio che ci spetta per quanto di buono fatto vedere finora", commenta Alex Rigetti, autore di 13 punti e 8 rimbalzi. "Ora sognare non costa nulla e pensiamo ad andare avanti in campionato. Sarebbe bellissimo raggiungere la semifinale, per giocarci una coppa anche l'anno prossimo".

Avellino vince grazie al proprio attacco equilibrato (5 giocatori in doppia cifra) e a una difesa sempre attenta e aggressiva. È stata proprio una inattesa 1-3-1 schierata da Boniciolli nel momento migliore della Virtus a scardinare i meccanismi offensivi delle V nere e a permettere il rientro degli irpini nella seconda metà del terzo quarto. "Sì, partite come queste si vincono in difesa", prosegue "Rigo". "Molte squadre pensano prima di tutto agli schemi offensivi, ma sbagliano, perché l'arma migliore è la difesa. E noi, oggi, ci siamo stati alla grande". Sulla stessa linea d'onda è anche Devin Smith (18 punti e 6/8 dall'arco): "Abbiamo vinto grazie alla nostra difesa. Abbiamo dimostrato di essere un grande gruppo: ora andiamo avanti in campionato e vediamo cosa succederà".

Avellino, giustamente, non è paga: con la Coppa Italia ha dimostrato all'intera nazione il valore dei propri giocatori e la bravura del proprio allenatore, e ora pensa in grande anche per il campionato e, chissà, per una possibile Eurolega nella prossima stagione.

Per la cronaca, l'Air parte subito con la quinta marcia innestata: 4 triple consecutive e i biancoverdi sono già sul 2-12. Le V nere si affidano all'esperienza di Chiacig, che sotto i tabelloni intraprende una fantastica sfida "old-school" con il big-man avversario Eric Williams. Sulle giocate del suo centrone, la Virtus si riavvicina (13-18 al 10') ma perde Best per una contrattura muscolare. Giovannoni dà man forte all'ex-senese sotto i tabelloni, e all'intervallo il margine degli irpini è ridotto a un solo punto (36-37).

Nei primi minuti della ripresa Spencer si infiamma piazzando due triple consecutive, McGrath lo imita con un'altra conclusione dall'arco e Bologna tocca il +6 (49-43). Avellino sembra sfaldarsi, ma Boniciolli chiama un time-out e organizza una difesa a zona 1-3-1 che manda in pieno tilt l'attacco virtussino. Al 30' Avellino insegue 55-53. Smith torna a martellare dall'arco e Radulovic si inventa canestri di assoluta pulizia: l'Air agguanta il pareggio (61-61) prima di un canestro da sotto di Williams e di un'altra tripla di Smith. Spencer e Anderson commettono un paio di ingenuità che costano il quinto fallo per entrambi e Avellino ha la possibilità di lucrare dalla lunetta (65-69). Nell'ultimo minuto McGrath e Blizzard trovano solo ferri dall'arco e vanificano la rimonta bolognese. L'Air alza la Coppa ed entra nella storia.

Daniele Fantini / Eurosport