Il rischio che le rispettive avventure arrivino al capolinea c`e`. A Mancini piace la Premier, Moratti stima Benitez. Il calcio e` strano e il mestiere di allenatore, all’interno di questo pazzo mondo, fa la parte del leone. Si sta in bilico, come se la panchina fosse un ponte sospeso con le funi lise; sotto il baratro, al di la` del precipizio uno via l’altro. E’ cosi` da sempre, lo sara` ancora. Per conferma, chiedere a due che oggi si giocano la qualificazione ai quarti di finale di Champions, ma anche una fetta non indifferente di futuro. Sembra un paradosso, lo e` a tutti gli effetti se si pensa ai traguardi raggiunti da entrambi nelle ultime stagioni. Da una parte Roberto Mancini, dall’altra il tecnico spagnolo: linee della vita che si intrecciano, anche oltre la sera di San Siro.
Il manager dei ‘Reds’ sta vivendo un’annata travagliata, piu` che per le vicissitudini legate al rotolare del pallone in virtu` di un appeal ai minimi storici nei confronti della proprieta` del club inglese. Non lo vogliono, quello spagnolo severo e pronto alla ‘beccata’, nonostante il ciclo legato al suo nome sia indubbiamente il piu` luminoso della storia recente del Liverpool. Ormai la trappola e` pronta, serve solo una scusa, magari un’eliminazione intollerabile in considerazione del risultato di Anfield Road. Cosi`, se l’Inter compisse l’impresa, il mercoledi` di Rafa si trasformerebbe nel capolinea della sua avventura con i ‘Reds’. Per Mancini, invece, il problema e` un altro. La stima di Moratti non e` in discussione, ma il presidente nerazzurro ha fretta di ‘sdoganare’ questa macchina da gol e da punti anche nel panorama europeo. Insomma, dopo il sontuoso scudetto della passata stagione, l’obiettivo designato era la Champions. Bisognava e bisogna fare bene, almeno evidenziare dei progressi rispetto ai tracolli contro Villarreal e Valencia. Se i ricorsi storici e le immagini in bianco e nero della staffilata di Giacinto Magno restassero tali, in via Durini si aprirebbe un periodo di travaglio, di considerazioni che non potrebbero piu` essere rimandate, anche ammettendo che in Italia si centrasse il bis. Quindi, nonostante le parole del Mancio alla vigilia, potrebbe non essere del tutto vero che quella di stasera sia una tappa senza eventuali conseguenze, anche se futuribili e non immediate.
Due storie emblematiche che, tra l’altro, potrebbero persino rincorrersi a palla ferma. Perche` le velleita` esterofile di Moratti passerebbero dalla scelta di un successore in grado di garantire un passato da protagonista in Champions, perche` al tecnico jesino piace la Premier e non ne ha mai fatto mistero. Benitez all’Inter e Mancini sulla panchina del Liverpool? Non sarebbe poi uno scenario cosi` improponibile e inimmaginabile. Una serata strana, nella quale quel pallone capriccioso potrebbe rotolare verso l’ennesima schizofrenia, verso un’altra storia tanto assurda da sembrare degna del grande libro della pedata.
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