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Palermo Colantuono 'Catania come la Juve, dobbiamo provarci'

Ven 11 Apr, 05:30 PM


“Non è il mio primo Palermo - Catania, perché avevo già vissuto questa gara tre stagioni fa quando allenavo gli etnei. E ho anche già affrontato più volte il Catania, sia con il Perugia che con l’Atalanta, per cui l’eventuale aspetto emotivo sarebbe già superato”. Alla vigilia del derby, Stefano Colantuono non lascia spazio alle emozioni ma si concentra soltanto sulle difficoltà della gara. E indica tre motivi per far bene. “Dobbiamo provarci per la gente, che ci tiene particolarmente e a cui abbiamo dato meno soddisfazioni di quelle che avremmo potuto regalare; per la società, che continua a pagarci e per cui dobbiamo fare e cercare di ottenere il massimo; e per noi stessi, perchè dobbiamo provare a migliorare le nostra classifica per chiudere la stagione nel migliore dei modi. Questa partita capita in un momento positivo per entrambi, mi auguro che sia una bella gara soprattutto da parte nostra. Sarà un match diverso rispetto a quello con la Juventus per difficoltà e risvolti, ma identico dal punto di vista delle motivazioni: se crediamo di avere vita facile perché i rossazzurri sono meno forti dei bianconeri abbiamo già commesso il primo errore, se invece li affrontiamo con la stessa mentalità messa in campo contro la squadra di Ranieri abbiamo la possibilità di far bene. Dopo la vittoria con il Napoli, gli etnei hanno recuperato motivazioni e entusiasmo e inoltre possono contare su buone individualità. E poi, come tutti i derby, è una sfida che nasconde mille insidie”. Il tecnico rosanero fa i complimenti al suo collega Zenga, che ha incontrato più volte sui campi di Serie A durante la carriera di calciatore. “Sono riuscito a batterlo solo in un’occasione, con il Pisa. Questo però è normale: lui giocava nell’Inter e io in squadre ben più modeste quindi il pronostico era sempre a loro favore. Come allenatore è partito bene, conquistando risultati importanti all’estero. Purtroppo in Italia ci sono tanti pregiudizi, ma è giusto che gli venisse data una chance. Del resto è stato uno dei più bravi portieri al mondo”.

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