Eurosport - dom, 11 mag 19:50:00 2008
A San Siro i nerazzurri vanno in vantaggio due volte, sprecano un rigore, ma si fanno fermare sul 2-2 dalla squadra di Beretta. Ennesimo match-ball scudetto sprecato e la Roma, a una giornata dal termine, è a solo -1
"Amala, pazza Inter amala....". Nessuna squadra ha un inno più azzeccato di quello della formazione nerazzurra che, da sempre, ha abituato i propri tifosi a grandi e spettacolari rimonte o a incredibile e soffertissime delusioni. Dopo la scottante sconfitta col Milan di settimana scorsa, la squadra di Mancini aveva l'ennesimo match-ball scudetto con il Siena, nella penultima giornata di Serie A. Toscani già salvi, e dunque in teoria senza grandi motivazioni: insomma, tutti i pronostici a favore dei nerazzurri con San Siro tutto esaurito che si veste a festa pronto a esplodere brindare per quella parola che, per scaramanzia, si è evitato di pronunciare in casa interista in questi giorni. Nel calcio, però, nulla è scontato, nulla è già deciso e così il Siena onora al meglio l'impegno e rovina la festa del club di Moratti.
Inter che parte forte, fortissimo: bianconeri letteralmente schiacciati nella propria area con Cruz (dopo soli 15 secondi) e Vieira (2') che sfiorano il bersaglio grosso. Materazzi (10') colpisce una clamorosa traversa sugli sviluppi di un calcio d'angolo ma, sul conseguente corner l'incontro si sblocca: Vieira sale in cielo e buca Manninger con un potente colpo di testa (11'). Trovato il vantaggio, i padroni di casa continuano a spingere alla ricerca del raddoppio ma il fortino eretto da Beretta regge. L'Inter, alla mezz'ora, tira il fiato, si rilassa e il Siena la punisce: Burdisso si lascia scappare in area Maccarone che, da posizione decentrata, batte Julio Cesar con un preciso destro a incrociare.
Zanetti e compagni accusano il colpo e al 40' il portiere brasiliano dei nerazzurri si deve travestire da Superman per sventare il contropiede solitario portato da Rossi. Ma a un minuto dall'intervallo, i nerazzurri trovano il nuovo vantaggio: sugli sviluppi di una lunghissima rimessa laterale di Maicon, Vieira spizzica di testa al centro per il liberissimo Balotelli che, a porta vuota, insacca di testa (45'+1).
In avvio di ripresa l'Inter parte di nuovo col piede pigiato sull'acceleratore: Cruz mette a sedere un avversario in area ma poi spara incredibilmente sul fondo da ottima posizione (47'). Ma come nel primo tempo, i nerazzurri non riescono a chiudere il match, si rilassano nuovamente e, nuovamente, vengono puniti da un gran gol di Kharja che raccoglie palla dal limite e fredda Julio Cesar con un chirurgico destro rasoterra a giro (69').
San Siro si ammutolisce per cinque minuti ma poi i tifosi nerazzurri riprendono a sostenere i propri beniamini che si buttano a capofitto in attacco alla ricerca del gol che varrebbe il sedicesimo scudetto. Al 77', però, si completa lo psicodramma della giornata interista: Gava concede il penalty per un abbraccio di Riganò su Materazzi in area del Siena. Sul dischetto si presenta lo stesso 'Matrix' che però si fa ribattere un sinistro poco convinto da Manninger (78'). Il contraccolpo psicologico per la squadra di Mancini è tremendo con gli i nerazzurri che non riescono più a rendersi pericolosi dalle parti di Manninger.
Al triplice fischio finale di Gava, un San Siro deluso e amareggiato sommerge di fischi i giocatori che lasciano il terreno di gioco increduli. Zanetti e compagni, però, avranno l'occasione di vincere questo agognato scudetto settimana prossima contro il Parma di Hector Cuper (già proprio lui, quello del famoso 5 maggio interista) disperatamente affamato di punti salvezza. Mancini voleva un campionato combattuto fino all'ultimo: è stato accontentato.
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