Eurosport - gio, 11 giu 16:53:00 2009
"Gli sciuscià del pallone" undici storie di calcio "invisibile". Un libro che parla di un mondo formato da ragazzi di belle speranze che lottano, invano, per entrare nel calcio professionistico ma vedono distrutti i propri sogni
Kakà, Ibrahimovic, Drogba, Cristiano Ronaldo... Nomi eccellenti che riempiono quotidianamente le pagine dei quotidiani sportivi, giocatori che stanno scrivendo la storia del calcio. Ma il mondo del pallone non è questo, o meglio, non è fatto solamente da questi. Ricchi emiri e magnati disposti a sborsare svariati milioni per assicurarsi questo o quel calciatore, procuratori intrallazzoni che giocano al rialzo e veline interessate al belloccio di turno...questo è quanto appare davanti alle telecamere, ma non è che la minima parte di un mondo molto più ampio e che, spesso, passa inosservato.
Quanti sono gli Adriano che riescono a fuggire dalle favelas brasiliane trovando un posto al sole o gli Zlatan che escono dagli stretti confini di Malmoe e realizzano i propri sogni? Pochi, davvero pochi, se confrontati con i numerosi "sciuscià del pallone", tutti coloro che, pur provvisti di talento, non ce la fanno o si perdono per strada. E' proprio su questo popolo di sconosciuti che si concentra l'attenzione di Stefano Scacchi, giornalista sportivo e autore de "Gli sciuscià del pallone" , edito da Sedizioni, in cui racconta "undici storie di calcio invisibile", un mondo formato da ragazzi di belle speranze che lottano per entrare nel calcio professionistico ma vedono fallire i propri obiettivi, distrutti i propri sogni.
"I sogni si possono anche bruciare, ma devono spegnersi lentamente, altrimenti fanno male", diceva Sergio Vatta, l'ex capo del settore giovanile di Lazio e Torino. I ricchi sono pochi, gli sciuscià del pallone tantissimi, e si trovano dappertutto: in Europa, in Africa, in America Latina, ma non bisogna allontanarsi troppo perchè anche l'Italia ne è piena. Ci sono ragazzi che viaggiano per la penisola, spesso spinti dai genitori che vedono in loro la stoffa del grande campione, alla ricerca del provino giusto per approdare nella squadra giusta. Ci sono le grandi promesse come Andrea Russotto, ora al Napoli, ma che, ai tempi delle giovanili della Lazio, disse no alla Gea e finì a giocare prima nel Bellinzona, squadra del campionato cadetto svizzero, poi nella Lodigiani e infine nel Treviso.
Ci sono ragazzi del Camerun che scappano dal Torneo di Viareggio perché vogliono rimanere in Italia e dormono sotto la neve a Vercelli, ma poi vivono il loro momento di gloria e si ritrovano a debuttare in serie A e in Champions League con l'Inter, come Daniel Maa Boumsong, ma c'è anche, e soprattutto, chi non ce la fa come il suo compagno d'avventura Paul Ntep-Ntep che ha finito per lavorare in fabbrica. Ci sono ex nazionali boliviani che fanno i lavapiatti sul Lago Maggiore e giovani brasiliani che sbarcano il lunario come baristi in seguito al fallimento della loro società e, nel frattempo, cercano una squadra su internet.
Come scrive l'autore, "per molti di loro non c'è stata nessuna calciopoli perchè non si possono processare le onde sbagliate di un mare di illusioni", e questo libro ce lo ricorda, o almeno ci prova, perchè i signori del pallone sono pochi, mentre gli sciuscià un'infinità.
Commenti 1 - 3 di 3
Ottimo articolo
Ottimo libro e molto ben scritto .
articolo interessante
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