Prima Divisione-A - Pisa, Treviso e Venezia non iscritte

Eurosport - sab, 11 lug 22:08:00 2009

Le tre società calcistiche non parteciperanno alla Lega Pro. Ma non sono i soli club a crollare sotto i colpi dei debiti

FOOTBALL 2008-2009 Serie B Pisa - 0

Se ne va una fetta del nostro calcio. Quella di sabato, infatti, è stata una dolorosa giornata per diverse città che hanno scritto la storia del nostro movimento pallonaro. Venezia, Treviso e Pisa non si sono iscritte ai rispettivi campionati.

La società lagunare non è stata in grado di iscriversi al campionato di Prima Divisione. Lo ha reso noto il sindaco di Venezia Massimo Cacciari. "Malgrado lo straordinario impegno della squadra e quello profuso dalla amministrazione comunale, per venire a capo della crisi della società Calcio Venezia - rileva Cacciari -, non è stato possibile iscriverci al campionato di Prima Divisione per il prossimo anno. E' una grande delusione e la dolorosa conclusione di difficoltà e crisi societarie di ogni genere, che si sono succedute fin dall'abbandono della presidenza Zamparini. Occorrerà ripartire dalle fondamenta, nella consapevolezza che una società di calcio è oggi, in tutti i sensi, una impresa economica, e come tale deve essere gestita, con progetti strategici, mezzi finanziari, professionalità".

A meno di quattro anni dalla sua ultima presenza in Serie A, il Treviso Calcio non riesce ad iscriversi alla Lega Pro e rischia di scomparire dal panorama calcistico. La Covisoc aveva respinto la richiesta di iscrizione e la società non è riuscita a ripianare il passivo di alcuni milioni di euro. Si conclude così una parabola discendente che aveva visto il Treviso in serie A nel 2005-2006 e l'anno successivo nella serie cadetta. Stesso destino anche per il Pisa, fresco di retrocessione dalla Serie B.

"Le notizie che arrivano su queste nuove esclusioni dai campionati di Lega Pro non mi fanno certamente piacere. Anzi, è sempre molto doloroso quando si perdono delle societ\xC3\xA0, in questo caso anche molto gloriose". E' questo il primo commento del presidente della Lega Pro Mario Macalli su quanto deciso dalla Covisoc e sulle rinunce di alcune società a disputare il campionato di provenienza. "Voglio però fare subito un distinguo - dice Macalli -: di tutte queste società di cui si parla in realtà solo due provengono dal nostro campionato, e si tratta di Sambenedettese e Venezia. In questo caso debbo sottolineare che i problemi dei dirigenti delle due società sono legati a motivi extracalcistici".

"C'è poi il problema dell'Ivrea, squadra della seconda divisione, - continua Macalli - e anche in questo caso devo fare un plauso alla famiglia Zucco, proprietaria della squadra che ha fatto una scelta dolorosa ma allo stesso tempo coraggiosa. In un momento di grosse difficoltà economiche per il nostro paese, con il rischio concreto di proprie maestranze in cassa integrazione, non se la sono certamente proseguita di proseguire nel calcio destinando i propri capitali alle famiglie".

Ma come si spiega il fatto che chi cade dalla serie B ha un tale contraccolpo che poi non riesce ad iscriversi al torneo di Prima Divisione? "Per quanto riguarda le società provenienti dalla Serie B - è la risposta - una cosa posso dire: se rimanevano in Serie B sicuramente avrebbero continuato a giocare, da noi no perché nella serie maggiore possono giocare anche con 10 milioni di debiti, mentre da noi con centomila euro di debiti si va fuori. Infine per quanto riguarda la Biellese è una società promossa dalla serie D, e anche qui certo non abbiamo responsabilità".

Detto che bisogna controllare se sia vero che il Perugia abbia presentato documenti in fotocopia e non in originale, il problema secondo Macalli è un altro, e si riferisce ad un'altra squadra. "Mi risulta - spiega -, e il condizionale è d'obbligo, che la Pistoiese ha una situazione delicata: ad una mia domanda se aveva ottemperato a una precisa richiesta mi è stato risposto di no. Allora io dico, usando ripeto il condizionale in quanto è materia della Covisoc, che se non ha ottemperato a questo è fuori anche la Pistoiese".

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