Gianni De Biasi, la battaglia d’Inghilterra ha mandato gambe all’aria prima il Milan, ora la Roma: cinque palloni nella rete rossonera, cinque in quella giallorossa. Il Fulham ha tremato...
«Niente scherzi, nessun volo della fantasia. Chelsea e Tottenham sono su un’altra galassia, il Fulham deve salvarsi come noi». Cuore e testa. A Londra ha visto quello che cercava?
«Cominciamo con le cose da migliorare. Il Torino ha il Dna di squadra che non molla mai, ma senza gioco non si va lontani: se hai fortuna vinci una volta su dieci, se hai un’identità arrivano i risultati». Un avvertimento alla truppa.
«Una considerazione logica. Abbiamo la possibilità di creare una squadra che sa giocar bene, dobbiamo provarci». Quattro davanti a Sereni, tre in mezzo e tre là davanti. Giusto?
«Questa è la strada, ho capito che possiamo reggere l’urto di un attacco camaleontico, ma sempre con tre uomini. Poco importa se saranno due dietro all’unica punta o due attaccanti e uno alle loro spalle». Abbruscato segna e sembra divertirsi.
«Si impegna, non salta un allenamento, non tira mai il fiato. Siete voi a considerarlo sempre di passaggio». E Di Michele?
«Se ha voglia di mettersi a servizio del gruppo e del Toro, nessun problema. Stiamo parlando di uno che ha qualità per far bene in una stagione importante per tutti». Gol e applausi, era pronto a scommettere sui numeri di Amoruso?
«Tutti provano a beffare i portieri avversari, lui ha una freddezza sotto porta che fa invidia». Tradotto: là davanti si può continuare così...
«Non so se con questa rosa si può fare un campionato migliore di quello dell’anno scorso. Al nostro mercato do una sufficienza piena, ma sono ansioso di conoscere gli sviluppi in entrata e in uscita: per ora la società si sta muovendo seguendo una logica che mi piace, aspetto ancora notizie per capire se si potrà migliorare il tasso tecnico del gruppo». Paloschi è ancora nella lista dei giovani da valorizzare?
«Paloschi rimarrà al Milan e, comunque, non vorrei arrivare ad una data come gli ultimissimi giorni di mercato per definire l’organico della prossima stagione». Un mese di lavoro, luci e ombre...
«L’ho già detto, a Londra non mi è piaciuta la confusione nel trovare la giocata giusta. Fra le luci, c’è anche Barone». Una promozione a pieni voti?
«Per lui può essere l’anno della definitiva consacrazione: Barone è campione del mondo, un ragazzo che ha qualità ed ora può dare il meglio. L’anno scorso l’ho utilizzato poco perché quando arrivi e la stagione è al capolinea ti affidi a chi psicologicamente sta meglio». Si aspettava di tornare da Londra senza Grella?
«Per me la trattative col Fulham è aperta e nota, ma come ogni allenatore amo avere buoni giocatori e Grella è un ottimo elemento. Vedremo quel che accadrà». I tifosi non smettono di urlare il suo nome, lui non smette di chiudere la porta agli attacchi avversari. La preoccupa il caso-Sereni?
«È il gioco delle parti, accade ad ogni livello ed in ogni ambiente lavorativo quando c’è una trattativa come questa. Matteo quando scende in campo è un esempio». Se l’attacco resta da definire, la difesa è già disegnata.
«Quando parliamo della nostra retroguardia penso a Natali e alla sfortuna che lo perseguita. Ha iniziato con il piede sbagliato, ha una voglia di giocare che gli esce dai capelli». Venti giorni al via del campionato. De Biasi scommette su...
«La Juventus può vincere lo scudetto, il Napoli giocare il ruolo di sorpresa insieme alle Sampdoria. Mourinho e Ranieri ai ferri corti? Sarebbe stato meglio se non ci fosse stato quel continuo battibecco».
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