Ai Mondiali avanza forte l'Azzurro

Eurosport - ven, 11 set 20:51:00 2009

Valentino e Cammarelle si giocheranno l'oro ai Mondiali Aiba di pugilato in corso di svolgimento al Forum di Assago

BOXING 2008 Beijing 2008 Roberto Cammarelle - 0

Due a zero e palla al centro. Valentino e Cammarelle volano in finale sulle ali di due prestazioni superlative. Il cubano di Marcianise offre scampoli di bravura, ovvero scelta di tempo e l'intuizione giusta contro il georgiano Pkhakadze, un bel mancino che forse aveva cullato il sogni di scavalcare l'azzurro, ma dopo i primi scambi ha capito che aveva fatto male i conti. Valentino non poteva perdere per tante ragioni. La più importante che aveva preparato questi mondiali il giorno dopo Pechino, quando il cubano Hugas lo aveva superato nei quarti.

"Fu il momento peggiore, iniziato col tormento della finale di Chicago. Ero dentro il tunnel ma non mi arresi, anche se in molti strillavano che avevo finito la carriera. Oggi sono qui per vincere l'oro e non fermarmi, perché il traguardo è fissato a Londra nel 2012. La vittoria olimpica vale tre titoli iridati".

Pensavi al russo Selimov in finale, invece ti ritrovi contro il portoricano Pedraza, finalista inaspettato. Un giudizio?

"Non cambia molto, preferivo il russo perché è più quotato, ha un nome come campione del mondo e mi piace il confronto con i grandi campioni. Senza nulla togliere a Pedroza che rispetto e sicuramente dovrò dare il meglio per batterlo".

Josè Pedroza, ventenne di S. Josè confessa di non sapere molto di Valentino, ma gli amici lo hanno avvisato che è molto bravo. Solo vent'anni, ma già 120 incontri alle spalle, campione nazionale, si è guadagnato la qualifica vincendo il torneo della capitale. Sposato, un figlio e l'ambizione di passare al professionismo dopo Londra.

Non c'è mai nulla di sicuro del pugilato, quindi Pedroza rappresenta un cliente di tutto rispetto, anche se il ruolo di favorito, va assegnato a Valentino, che ha un pizzico di fantasia in più. E il pubblico tutto per lui.

A Cammarelle dopo 30" è scappato un montante sinistro che ha centrato il malcapitato Viktor Zuyeu fra bocca e naso, con effetti devastanti. Non è andato giù, ma la gamba destra si è irrigidita e lo sguardo si è annebbiato a punto che il suo maestro è salito sul ring gettando la spugna. Per il bielorusso, gli italiani sono decisamente indigesti. A Pechino incrociò Russo al primo turno e finì 7-1 per l'italiano. Qui al Palaforum di Assago, è durato mezzo minuto.

"Avrei preferito combattere più a lungo - confessa Cammarelle, che ha ritrovato il sorriso e l'ematoma, regalo di Pulev nei quarti è praticamente riassorbita - mi è scappato il colpo e onestamente debbo dire che hanno fatto bene a dare lo stop".

Nel frattempo si stanno confrontando il cinese Zhang e l'ucraino Kapitonenko. Contrariamente alle attese è il secondo a vincere piuttosto nettamente. A quel punto Damiani racconta un episodio inedito: "Stavamo aspettando di combattere e insistevo nel dire a Roberto di stare concentrato. Invece sapete cosa faceva? Andava dal cinese che era steso sulla panca e gli mostrava i muscoli, dicendogli &lsquodomani ti distruggo'. Hai capito, quello si è messo paura e ha preferito uscire prima di affrontarlo un'altra volta".

Cammarelle, conferma e scuote il capo: "Non indovino un pronostico. Avevo detto che forse avrei trovato il cubano, poi pensavo al cinese e mi ritrovo l'ucraino, un bel bestione come me, forse più lento ma tenace e continuo. Debbo stare accorto, mica posso perdere la corsa ad inseguimento con Mirco. In semifinale mi aveva fatto notare che ero più affaticato di lui, adesso siamo pari".

Anche per il supermassimo di Cinisello Balsamo, oro mondiale e oro olimpico, l'occasione di un bis è troppo ghiotta per non afferrarla al volo.

Nella riunione del pomeriggio, oltre ai leggeri e supermassimi, hanno lottato per la finale, i minimosca, i gallo, i welter e i mediomassimi.

Questo il dettaglio con i risultati.

48 kg. Purevdorj (Mongolia) b. Li (Cina) 11-7. Battaglia sul filo dell'equilibrio, con un ritmo pazzesco, il più basso cinese si fa rispettare nello scambio, più veloce ma meno potente. Per questo il pubblico disapprova l'avarizia dei giudici nei riguardi di Li e fischiano i punti per Purevdorj, al quale in effetti hanno dato molto.

Ayrapetyan (Russia) b. Shin (Corea Sud) 6-1. Inizia bene il coreano Shin, mobile ma senza affondare, dopo il primo round 1-0 per l'asiatico, ma la riscossa di Ayrapetyan è vigorosa e precisa. Al primo assalto del mancino russo, i punti arrivano a pioggia: 6-1, il terzo è di pura accademia 9-1. Sarà una finale davvero eccezionale. Il mongolo argento olimpico contro un rivale che aspetta da anni l'alloro iridato.

54 kg. Dalakliev (Bulgaria) b. Alarcon (Cuba) 5-0. Il bulgaro Dalakliev non ha timori reverenziali col bronzo olimpico di Pechino. Chiuso in guardia, attende l'attacco di Alarcon e lo infila di destro, con millimetrica precisione e avanza ad ogni round, mentre il cubano si ostina a colpire all'esterno, andando verso una sconfitta quasi umiliante.

Abzalimov (Russia) batte Nevin (Irlanda) 5-4. Tema scontato fra il russo Abzalimov più esperto e il mobilissimo irlandese, che assume il ruolo di contrista, ma senza mai affondare deciso. Il russo non combina molto, ma coglie un punticino nel primo round. Nessun colpo nella seconda tornata, tutta sulle intenzioni. Forse l'arbitro dovrebbe richiamarli. Nella terza si svegliano ed è battaglia vera, con l'irlandese che non molla e gli finisce ad una sola incollatura 5-4.

60 kg. Valentino (Italia) b. Pkhakadze (Georgia) . Molto alto il georgiano, usa bene il diretto sinistro da buon mancino e trova bersaglio due volte. Come solito Valentino aumenta il ritmo nella seconda e arriva ad un 9-2 che lascia sperare bene. Il georgiano sembra poco lucido e non riesce a trovare la misura, mentre cresce splendidamente l'azzurro, che anticipa e domina la scena. Nel terzo è bravo ad aspettarlo, senza lasciargli l'opportunità del montante, l'arma del georgiano. Bravo Mirco. Finisce 15-2, con due giudici che vanno incorniciati: il gallese ha visto solo 5 colpi di Valentino e l'argentino 9. Poi uno deve continuare a pensare che sono in buona fede.

Pedroza (Portorico) b. Selimov (Russia) 9-5. Nell'altra semifinale, il mancino titolato e favorito Selimov si è letteralmente suicidato, senza capire che continuando a colpire per linee esterne, non avrebbe cavato un ragno dal buco. Il portoricano Pedroza, aveva allestito una difesa bunker e appena il russo prendeva fiato gli infilava un bel diretto che ripetuto più volte, assomma ad un vantaggio di 6-2 nel secondo round, che gli assicura di gestire la ripresa conclusiva senza correre rischi. Ha sorpreso l'incapacità dell'ex mondiale piuma di Chicago, a trovare l'alternativa vincente, contro un pugile in linea cha non ha inventato nulla, visto che Selimov riproponeva la stessa musica.

69 kg. Culcay-Keth (Germania) b. Mahmudov (Uzbekistan) 6-4. Il turco tedesco ha compiuto un bel salto di qualità. Non ha trovato strada facile, ma è stato abile nel non fare da bersaglio fisso, contro un rivale che lo avrebbe superato nello scambio corto. Si è sempre mosso, ha evitato di farsi chiudere e ha portato a casa un successo forse insperato

Zamkovoy (Russia) b. Sapiyev (Kazakistan) 16-10. Un vero capolavoro del lungo mancino russo Zamkovoy, spuntato dal nulla. Era il meno gettonato, vista la scarsa esperienza ad alto livello e trovarsi di fronte ad un pugile che vanta due titoli mondiali in bacheca, sia pure tra i 64 kg. non è cosa da poco. Averlo battuto in modo pulito, grazie al vantaggio preso nel primo round 8-2, e poi reggendo all'offensiva di Sapiyev che aveva capito di stare per perdere il treno di una finale che voleva a tutti i costi. Il mancino uzbeko ha cercato in tutti i modi di compiere il sorpasso, ma era troppo ampio il gap da recuperare. La vittoria di Zamkovoy è una bella sorpresa per la Russia. Che potrebbe anche coronare con l'oro l'avventura.

81 kg. Beterbiev (Russia) b. Larduet (Cuba) 10-6. Possiamo definirla la finale anticipata. Ha prevalso la maggiore esperienza di questo moscovita, allenato dal padre, finora poco baciato dalla buona sorte. Beterbiev ha fatto valere la lucidità tattica contro il diciannovenne cubano Larduet, che ha denunciato i limiti non solo dell'inesperienza, ma ancor più l'incapacità di variare il tema tattico, quando è richiesto. Larduet ha sprecato energie infinite nell'incaponirsi ad attaccare frontalmente, senza pensare che qualche spostamento avrebbe ottenuto un riscontro migliore. Per un round ha tenuto il passo, poi la precisione di Beterbiev è venuta fuori nettamente.

Rasulov (Uzbekistan) b. Bouhenia (Francia) 8-4. Il piccolo Rasulov, fisico minuto e compatto ha costruito meglio la tattica dei rientri improvvisi, mentre il più alto francese sperava di incrociare un bersaglio sempre in movimento. Così per tutto il match. Giustamente vinto da Rasulov.

Dei supermassimi abbiamo detto sopra. In serata le altre cinque semifinali (mosca, piuma, superleggeri, medi e massimi).

Giuliano Orlando - Mondoboxe / Eurosport

Commenti 1 - 2 di 2

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  1. forza valentino e cammarelle

    Da alessandro, il sab 12 set 13:00
  2. ghi

    Da tittirega, il ven 11 set 21:03
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